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Accordo sul climaBassa bresciana

Caldo e consumi, 27 Comuni bresciani entrano nel piano europeo per riscaldamento e raffrescamento

Fondazione Cogeme coordina i municipi della Pianura Bresciana nel progetto CHIP-EU finanziato dall’Unione Europea.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Caldo e consumi, 27 Comuni bresciani entrano nel piano europeo per riscaldamento e raffrescamento
Illustrazione a corredo: Caldo e consumi, 27 Comuni bresciani entrano nel piano europeo per riscaldamento e raffrescamento

Il progetto europeo CHIP-EU è ufficialmente partito e coinvolge 27 Comuni della Pianura Bresciana, coordinati dalla Fondazione Cogeme. L’iniziativa è finanziata dal programma LIFE Clean Energy Transition dell’Unione Europea e nasce per aiutare i territori a prepararsi ai futuri Piani di Riscaldamento e Raffrescamento.

Il tema assume particolare rilievo in una fase segnata da temperature elevate e ondate di calore che interessano diverse aree d’Europa. Il progetto considera infatti sia il riscaldamento sia, soprattutto, il raffrescamento degli edifici: secondo i dati riportati nell’iniziativa, questi due ambiti rappresentano quasi la metà dei consumi energetici dell’Unione Europea e oltre il 40% delle emissioni di CO₂.

Il ruolo dei Comuni bresciani

I 27 municipi della Pianura Bresciana partecipano come realtà “Follower”. Sono Comuni con una popolazione inferiore ai 45.000 abitanti e, in base alla normativa attualmente vigente, non sono obbligati a redigere i Piani di Riscaldamento e Raffrescamento. Attraverso CHIP-EU potranno però valutare e adattare alle proprie esigenze alcune soluzioni sperimentate in altri territori europei.

Il progetto punta a costruire un sistema di supporto per le amministrazioni locali, coinvolgendo autorità pubbliche, soggetti privati e cittadini. Sono previsti strumenti operativi, linee guida e modelli pratici che integrino aspetti tecnici, spaziali e sociali della pianificazione energetica.

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Il consorzio di ricerca è guidato dalla società greca BPM S.A. e riunisce 13 partner europei, tra università, agenzie energetiche e municipalità. Le metodologie saranno testate in sei realtà pilota: Kalamata in Grecia, Valladolid in Spagna, Groningen nei Paesi Bassi, Athienou a Cipro, Ternopil in Ucraina e la regione del Pomurje in Slovenia.

Ricerca e pianificazione

Nel progetto è coinvolta anche l’Università degli Studi di Brescia, attraverso il gruppo di ricerca di Urbanistica e Pianificazione Territoriale. L’ateneo metterà a disposizione competenze e strumenti per analizzare vulnerabilità e opportunità della pianificazione spaziale integrata. Il contributo si collega a “Pianura Sostenibile”, progetto territoriale coordinato scientificamente da Anna Richiedei.

Per Fondazione Cogeme, presieduta da Gabriele Archetti, l’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra ricerca, istituzioni e comunità locali. Il percorso potrà contare anche sul sostegno delle società del Gruppo Cogeme impegnate nella sostenibilità e nella transizione energetica, tra cui Cogeme Energia.

La partecipazione consentirà ai Comuni bresciani di avviare attività di formazione e acquisizione di competenze prima che l’evoluzione normativa renda indispensabile l’adozione dei piani.

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