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L'uomo che a Brescia inventò le maratone TV prima di Mentana: addio al giornalista Luciano Costa
Scomparso a 81 anni, fu storico direttore di Teletutto, scrittore e maestro per un'intera generazione di cronisti bresciani.

Molto prima di Enrico Mentana, a Brescia c'era già un giornalista che teneva incollati i telespettatori con maratone televisive epiche, raccontando il territorio in presa diretta per ore. Quell'uomo era Luciano Costa, storico volto dell'informazione locale, scomparso all'età di 81 anni. La sua morte lascia un vuoto nel mondo del giornalismo e nella memoria collettiva della provincia.
Costa è stato una figura centrale soprattutto per Teletutto, di cui fu direttore editoriale nei suoi primi anni, sotto la proprietà della famiglia Pasini. È in quel periodo che si guadagnò la fama di "maratoneta" del piccolo schermo. La sua diretta più leggendaria fu quella per la grande nevicata del 1985, un evento che all'epoca rappresentò un'impresa eroica per i mezzi tecnici a disposizione. Ma il suo stile era questo: stare tra la gente, raccontare i fatti dal vivo, che si trattasse di un'emergenza o di una delle tante fiere che animavano la provincia, da Travagliato a Orzinuovi.
Un maestro e un narratore
Il suo modo di fare giornalismo, semplice ma mai banale, lo rese un punto di riferimento amato dal pubblico, di cui parlava la stessa lingua. Fu anche un grande maestro per una nutrita schiera di giovani cronisti che mossero i primi passi sotto la sua guida nelle redazioni del gruppo che includeva anche Brescia Telenord, TeleLeonessa e Radio Bresciasette. La sua carriera lo ha visto collaborare anche con testate come Bresciaoggi e il settimanale La Voce del Popolo.
Accanto al giornalismo, Costa coltivava la passione per la storia e la scrittura. Ha dedicato diversi libri alla figura di Papa Paolo VI e, solo lo scorso anno, aveva dato alle stampe il volume “100 anni con Carlotto. Storia e storie di Carlo Nicola Pasini”, dedicato alla famiglia Pasini e al gruppo siderurgico Feralpi.
Il cordoglio delle istituzioni
La sua scomparsa ha suscitato unanime cordoglio. Paolo Fontana, esponente di Forza Italia, lo ha definito "una voce autentica e una memoria preziosa del territorio bresciano". "Con il passare degli anni era diventato uno dei custodi più autorevoli della memoria della città e della provincia", si legge nella sua nota. "Il suo stile, mai enfatico, era improntato alla misura e a quella riservatezza che costituisce uno dei tratti più autentici della cultura bresciana".
La salma sarà visitabile dalla pomeriggio di martedì 22 luglio presso la Casa Funeraria Maiolini, in via Cantarana 7 a Rodengo Saiano. L'ultimo saluto a Luciano Costa sarà celebrato venerdì 24 luglio, alle 15:30, nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, a Brescia.



