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La sua voce ha raccontato Brescia per decenni, ma un'impresa lo ha consegnato per sempre alla storia della città!
Si è spento Luciano Costa, giornalista, saggista e storico volto di Teletutto, che guidò in una memorabile diretta durante la grande nevicata del 1985.

Brescia perde una delle sue voci più riconoscibili e un custode instancabile della sua memoria. Si è spento Luciano Costa, giornalista, autore e volto televisivo che per decenni ha raccontato la vita del territorio, entrando nelle case di migliaia di bresciani. La sua carriera è legata in modo indissolubile all'emittente Teletutto, ma la sua eredità è scolpita in un evento che un'intera generazione non può dimenticare.
Il giornalista che sfidò la neve
Attivo fin da giovane nel panorama informativo locale, con collaborazioni anche con il settimanale La Voce del Popolo, è in televisione che Costa diventa un punto di riferimento. Come conduttore e direttore editoriale di Teletutto (guidando anche Radio Bresciasette), ha raccontato i principali eventi della provincia, dalle edizioni della Mille Miglia fino alla storica visita di Papa Giovanni Paolo II.
Ma è un evento meteorologico a consacrarlo nell'immaginario collettivo: la sua proverbiale maratona televisiva durante la grande nevicata del 1985, che paralizzò Brescia, è rimasta un esempio di servizio pubblico e di cronaca in diretta, un racconto che tenne compagnia e informò un'intera città bloccata dalla neve.
La memoria di Brescia nei suoi libri
Accanto all'attività di cronista sul campo, Costa ha coltivato una profonda passione per la ricerca storica e la saggistica, diventando un autore prolifico. La sua attenzione si è concentrata sulla memoria storica, civile e spirituale del territorio, con un interesse particolare per la figura di San Paolo VI. Al Papa bresciano ha dedicato diverse opere, tra cui «Paolo VI Santo. L'amico vero e sincero», analizzandone l'eredità e il profilo umano.
Nei suoi volumi ha esplorato anche il periodo cruciale della Resistenza e della Seconda Guerra Mondiale, facendo luce su figure chiave locali come don Giacomo Vender. La sua curiosità e la sua capacità di narrare lo hanno portato, lo scorso anno, a pubblicare il libro «100 anni con Carlotto», dedicato alla storia di Carlo Nicola Pasini e della famiglia Pasini del gruppo Feralpi, a testimonianza di un legame mai reciso con il tessuto economico e sociale della provincia.



