Archeologia prenistoricaGarda
L’antico segreto del Monte Baldo svelato dopo 12.000 anni: ecco come vederlo gratis per soli due giorni
Il MUSE e l'Università di Trento aprono al pubblico gli scavi archeologici straordinari al Riparo Prà da Stua

Immaginate un gruppo di cacciatori-raccoglitori che, circa 12.000 anni fa, cercava riparo sotto una sporgenza rocciosa sul Monte Baldo, accendendo un fuoco per scaldarsi e scheggiando la selce per fabbricare armi. Oggi, quel preciso istante congelato nel tempo sta tornando alla luce, rivelando segreti straordinari sulla nostra capacità di sopravvivenza. Le indagini archeologiche condotte in queste settimane stanno svelando dettagli inediti su un passato remotissimo, e per pochissimi giorni chiunque potrà osservare da vicino questa eccezionale scoperta.
La campagna di scavo, coordinata dal MUSE (Museo delle Scienze di Trento) in stretta collaborazione con l'Università di Trento e i Comuni di Avio e Brentonico, si concentra sul Riparo Prà da Stua. Questo sito archeologico, situato in una posizione strategica tra la prateria d'alta quota e le foreste dei versanti inferiori del Monte Baldo, promette di essere al centro delle ricerche internazionali per i prossimi anni.
Un archivio intatto sotto la roccia
Il sito di Prà da Stua era già noto dagli anni '80 e '90 grazie alle ricognizioni di Domenico Nisi e del Museo Civico di Rovereto. Tuttavia, solo con le indagini avviate dal MUSE nel 2024 e consolidate tra il 2025 e il 2026, l'enorme potenziale del riparo è emerso in tutta la sua importanza.
Gli archeologi hanno trovato uno stato di conservazione definito eccezionale. Sotto i sedimenti sono emersi manufatti in pietra scheggiata, ossa di animali cacciati e persino le tracce carboniose degli antichi focolari. Per recuperare anche i frammenti più piccoli, i sedimenti dello scavo vengono meticolosamente lavati presso il Centro Dossioli, una struttura messa a disposizione dal Comune di Avio.
Come i nostri antenati hanno affrontato il clima
"Il sito rappresenta un contesto di estremo interesse per la ricostruzione della vita dei nostri antenati paleolitici", spiega Rossella Duches, archeologa del MUSE e coordinatrice delle attività sul campo. I cacciatori-raccoglitori dell'epoca frequentavano stagionalmente il riparo, sfruttando le ricche risorse faunistiche e la selce naturale del Baldo. Nelle prossime settimane, i campioni prelevati verranno inviati in laboratorio per stabilire una datazione al radiocarbonio estremamente precisa.
Ma c'è un risvolto incredibilmente attuale in questa ricerca. Diego Angelucci, docente dell'Università di Trento, evidenzia come lo studio di Prà da Stua permetterà di chiarire "come gli ultimi gruppi di cacciatori-raccoglitori dell'area prealpina reagirono di fronte alle trasformazioni dell'ambiente occorse circa 12.000 anni fa". Un modello storico che potrebbe aiutarci a capire come l'umanità può far fronte ai cambiamenti climatici e ambientali odierni.
Come visitare lo scavo gratis per soli due giorni
Per chi vuole vivere l'emozione di toccare con mano la preistoria, il MUSE ha organizzato due sole giornate di apertura straordinaria al pubblico. Le visite guidate gratuite si terranno:
- Domenica 2 agosto 2026 alle ore 10:30 e alle ore 15:00
- Domenica 9 agosto 2026 alle ore 15:00
Il punto di ritrovo è fissato nel piazzale situato subito dopo il piccolo ponte al bivio tra la strada provinciale 208 (SP208) e la SP230, in direzione della Madonna della Neve. Da lì, dopo una brevissima camminata in salita di pochi minuti, si raggiungerà lo scavo per una visita guidata della durata complessiva di circa un'ora e mezza. Un'occasione imperdibile e a partecipazione libera per guardare negli occhi la storia del nostro territorio.





