Rimborsi e disagiSpettacoli
Bad Bunny cancellato: 80mila evacuati e fan furiosi, ecco cosa succede ora!
Live Nation annuncia il rimborso integrale ma non riprogramma la data dopo la grandinata a Milano

È bastata una violenta grandinata poco dopo le 21 per trasformare la seconda e ultima data milanese di Bad Bunny in un'emergenza di massa all'Ippodromo Snai La Maura. Circa 80mila spettatori sono stati evacuati nella serata del 18 luglio 2026, mentre diversi partecipanti sono rimasti feriti alla testa a causa delle dimensioni dei chicchi e hanno richiesto l'intervento del 118. A meno di ventiquattr'ore dai fatti, Live Nation ha comunicato che lo show è definitivamente annullato e non verrà riprogrammato, confermando il rimborso integrale comprensivo dei diritti di prevendita.
La cronaca dell'evacuazione
Secondo le ricostruzioni dei vigili del fuoco e delle agenzie di stampa, il concerto è stato inizialmente sospeso nella speranza che la perturbazione si allontanasse. Solo con il peggioramento delle condizioni meteo è scattato l'ordine di evacuare l'area e raggiungere le uscite di sicurezza. La fermata della metropolitana Uruguay è stata chiusa in anticipo per agevolare la gestione dei flussi, mentre l'arena è rimasta presidiata da organizzatori e forze dell'ordine. Il maltempo ha avuto ripercussioni anche sulla mobilità regionale, con un treno Milano-Torino bloccato per ore e passeggeri assistiti dalla Protezione Civile.
Rimborso sì, nuova data no
La nota ufficiale di Live Nation del 19 luglio spiega che "dopo aver compiuto ogni sforzo" non è stato possibile trovare una nuova calendarizzazione. L'organizzatore ha ribadito che la sicurezza è stata la massima priorità, ringraziando il pubblico per la collaborazione durante l'emergenza e scusandosi per il disagio. Una decisione che ha chiuso le speranze di recuperare l'unica tappa italiana del 'Debí tirar más fotos World Tour', già sold out nella prima data dell'ippodromo.
Le contestazioni dei fan
L'annuncio della cancellazione definitiva ha scatenato centinaia di commenti sui social, dove molti fan rifiutano il solo rimborso. "Non vogliamo soldi ma un altro concerto", è il refrain più diffuso, accompagnato da critiche sulla scelta della location e sulla gestione dell'emergenza. Diversi spettatori contestano la narrazione dell'evacuazione in sicurezza, raccontando di persone ammassate sotto la grandine, rifugi di fortuna tra bagni chimici e reti di protezione, e assenza di indicazioni chiare verso le uscite. C'è anche chi confronta l'organizzazione milanese con quella di altri grandi eventi europei, citando come modello positivo la gestione dei flussi allo stadio Wembley di Londra.
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