Parcheggi, nuove tariffeBrescia città
Brescia, dal 1° agosto auto elettriche a pagamento sulle strisce blu: cosa cambia davvero
La giunta dice stop all'esenzione dopo 15 anni, il centrodestra presenta una mozione per salvarla. E spunta l'incubo parcheggi: le elettriche invaderanno gli stalli dei residenti?

È una corsa contro il tempo quella che si sta consumando in Consiglio comunale a Brescia. Dal 1° agosto 2026 le auto elettriche dovranno pagare la sosta sulle strisce blu esattamente come i veicoli a benzina o diesel. Un privilegio che durava da 15 anni sta per essere cancellato. E la polemica è già esplosa.
La mossa del centrodestra: mozione per salvare l'esenzione
I gruppi di opposizione hanno depositato una mozione che chiede al sindaco e alla Giunta di fare marcia indietro. Tra i firmatari nomi pesanti della minoranza: Paolo Fontana (Forza Italia-Pli), Mattia Margaroli (capogruppo di Fratelli d'Italia), Massimiliano Battagliola e Federico Sai (Brescia Civica), Massimo Tacconi, Michele Maggi e Fabio Rolfi (Lega Lombarda per Salvini Premier), oltre ad altri sei consiglieri di FdI e Brescia Civica.
Il ragionamento è netto: «Non è sufficiente proclamarsi "green": occorre adottare provvedimenti coerenti. Togliere un'agevolazione a chi ha investito nell'acquisto di un'auto elettrica significa mandare un segnale contrario alla promozione della mobilità a basse emissioni».
La proposta di esenzione riguarderebbe solo gli stalli a pagamento su strada, escludendo spazi riservati, aree carico-scarico, parcheggi per disabilità e strutture in tariffa.
Perché la giunta ha deciso lo stop
A spiegare la ratio dell'Amministrazione è stato il vicesindaco Federico Manzoni in commissione mobilità. L'agevolazione fu introdotta 15 anni fa per spingere un mercato ancora ai primordi. Oggi lo scenario è radicalmente diverso: «I mezzi elettrici garantivano una maggior rotazione della sosta, oggi non è più così. I consumi dei cittadini sono cambiati, soprattutto dal Covid in poi».
Manzoni rivendica anche i passi avanti sulle infrastrutture di ricarica: «Dal 2022 sono state collocate da 4 a 6 postazioni di ricarica in ognuno dei 33 quartieri, con un meccanismo di concorrenza tra tre operatori: A2A, Be Charge di Eni e Agsm Aim. La nostra città ha fatto scuola».
Brescia non è sola in questa scelta: anche Bergamo, Padova e Cremona hanno già fatto pagare la sosta ai veicoli elettrici nel nucleo antico.
L'allarme di Brescia Attiva: le elettriche "ruberanno" i posti ai residenti?
Qui si innesta il timore sollevato da Valentina Gastaldi di Brescia Attiva: se le auto elettriche possono ancora accedere gratuitamente alle ZTL ma perdono la gratuità sulle strisce blu, il rischio è che vadano a occupare i parcheggi con strisce gialle riservati ai residenti, pur di non pagare. Un cortocircuito che rischia di trasformare il centro storico in un campo di battaglia per un posto auto.
Le nuove tariffe e le altre voci critiche
Nell'ambito del riordino complessivo della sosta cittadina, le tariffe vengono adeguate all'inflazione accumulata dal 2015 (+24%). La zona A passa da 2,40 a 3 euro l'ora, la zona B da 1,50 a 2,10 euro, la zona C a 1,60 euro. I possessori della tessera Park City restano protetti dai rincari nei parcheggi in struttura, ma non nel 20% degli stalli cittadini dove Park City non opera.
Margaroli (FdI) parla di «vessazione per i cittadini», il collega Giovanni Posio avrebbe preferito «una crescita graduale spalmata nel tempo», mentre Fontana (FI) contesta la scelta di blindare i residenti penalizzando chi arriva dalla provincia: «Molto spesso sono persone che lavorano in città, non visitatori occasionali da tassare».
La mozione del centrodestra sollecita anche una strategia più ampia: più colonnine di ricarica, potenziamento del trasporto pubblico e sostituzione dei mezzi comunali più inquinanti. Una partita che si giocherà tutta nei prossimi giorni, prima che il nuovo regime entri definitivamente in vigore.



