Ambiente e tariffeGarda
Nuovo depuratore del Garda da 310 milioni: ecco la svolta che peserà sulle bollette di mezzo milione di bresciani
Presentato al Brixia Forum il progetto da Lonato al fiume Chiese: cantieri dal 2028 al 2035

Il gigantesco piano per salvare le acque del lago di Garda è finalmente pronto, ma c'è un dettaglio fondamentale che sta già sollevando discussioni e che interesserà da vicino le tasche di centinaia di migliaia di cittadini. Giovedì 30 luglio, al Brixia Forum, è stato presentato ufficialmente il progetto definitivo del nuovo sistema di depurazione della sponda bresciana. Un'opera attesissima, ma dal costo senza precedenti.
Una cifra triplicata e l'impatto sulle bollette
Il nuovo maxi collettore del Garda bresciano costerà complessivamente oltre 310 milioni di euro. Si tratta di una cifra colossale, quasi il triplo rispetto ai 119 milioni di euro previsti per l'ipotesi Gavardo-Montichiari, definitivamente accantonata nel 2024.
Ma da dove arriveranno questi fondi? Al momento sono stati stanziati circa 90 milioni di euro di risorse pubbliche, con altre promesse in arrivo. La restante metà dell'opera, tuttavia, resterà a carico del gestore del servizio idrico. Quest'ultimo recupererà l'investimento distribuendo i costi direttamente sulle bollette di mezzo milione di residenti nella provincia di Brescia. Una prospettiva che promette di far discutere a lungo.
Il tracciato e la tabella di marcia dei cantieri
La soluzione definitiva indicata nel progetto prevede la realizzazione del depuratore a Esenta di Lonato, con lo scarico finale convogliato nel fiume Chiese. Prima del via libera definitivo, l'opera dovrà superare lo scoglio della Valutazione di impatto ambientale (Via) e affrontare i possibili ricorsi di comitati locali (come il Presidio 9 Agosto) e dei Comuni direttamente interessati.
Se l'iter burocratico non subirà stop, l'obiettivo è di aprire i cantieri nel 2028 per completare l'intera opera entro il 2035. La prima scadenza chiave è fissata per il 2030, anno in cui dovrebbero essere ultimati due dei tre lotti previsti, completando il collettamento di 45 chilometri di tubature sui 62 complessivi (nel tratto compreso tra Toscolano e Lonato) insieme alla costruzione dell'impianto principale.
Gelmini: "Finito il tempo dei no"
Sulla necessità di accelerare i tempi si è espressa chiaramente la senatrice Mariastella Gelmini, presidente della Comunità del Garda. "Bisogna correre, è finito il tempo dell'ambientalismo del no", ha dichiarato Gelmini, sollecitando un maggiore coinvolgimento economico anche da parte delle Regioni. Mentre la sponda bresciana accelera ed entra nella fase operativa, la sponda veronese resta invece ancora in attesa dei finanziamenti necessari per avviare la propria tranche di interventi.





