Garda, protesta contro il depuratoreGarda
Depuratore del Garda, il presidio del 9 agosto mette nel mirino il progetto
Il coordinamento contesta metodo, costi e impatto ambientale dell’opera presentata dal commissario Andrea Polichetti.

Il progetto del depuratore e del sistema di collettamento della sponda bresciana del lago di Garda torna al centro della mobilitazione dei comitati. Il Presidio 9 Agosto ha annunciato un presidio per il 9 agosto al Broletto, in piazza Paolo VI a Brescia, dopo la presentazione dell’intervento organizzata dal prefetto e commissario straordinario Andrea Polichetti.
Il coordinamento riunisce Comitato Ambiente e Territorio, Comitato Le Mamme del Chiese, Comitato Referendario Acqua Pubblica Brescia, Liberi e Libere Presidianti e Tavolo provinciale Basta Veleni. In un documento diffuso dopo l’incontro, il gruppo definisce l’opera «impattante, complessa e controversa» e annuncia che seguirà l’iter autorizzativo.
Le contestazioni sul confronto
La prima critica riguarda il metodo. Secondo i comitati, gli incontri organizzati negli anni non avrebbero garantito una partecipazione effettiva, ma sarebbero rimasti un passaggio formale. Anche la recente presentazione, sostengono, si sarebbe svolta senza un vero spazio per domande e interventi da parte di sindaci, cittadini e associazioni.
QuiBrescia riferisce che i comitati hanno parlato di 43 incontri promossi in precedenza e hanno contestato il richiamo alla trasparenza e al coinvolgimento dei territori. La sala gremita, secondo gli organizzatori, dimostrerebbe comunque l’interesse ancora forte sulla questione.
Nel merito, il Presidio contesta il ritorno del depuratore nell’area di Lonato del Garda e una soluzione basata su chilometri di collettori e stazioni di pompaggio. I tracciati dovrebbero attraversare un territorio considerato complesso dal punto di vista orografico, superando o affiancando autostrade e linee ferroviarie. Il coordinamento mette inoltre in discussione la necessità di una nuova condotta sublacuale tra Toscolano e Salò.
Costi, ambiente e prossimi passaggi
Tra le preoccupazioni indicate figurano i possibili effetti del project financing sulle bollette, attraverso la restituzione dei capitali privati investiti e dei relativi interessi. I comitati criticano anche il consumo di suolo agricolo destinato al nuovo impianto e la logica delle compensazioni ambientali.
Secondo il documento, il progetto non affronterebbe alcuni nodi ritenuti centrali: la separazione tra acque bianche e nere, gli scarichi abusivi e gli sfioratori di piena. Il Presidio contesta inoltre le valutazioni sullo stato del fiume Chiese, ritenute basate su indicatori insufficienti e non aggiornate agli studi più recenti.
I prossimi passaggi indicati sono la Conferenza dei Servizi e la Valutazione di Impatto Ambientale. I comitati annunciano l’intenzione di esaminare il progetto nel dettaglio e di tornare nei territori interessati per informare i cittadini e confrontarsi con le amministrazioni locali.





