Scontro istituzionaleGarda
Desenzano, bufera in Consiglio sulla sicurezza: perché la proposta per avere più poliziotti non è stata ammessa?
La maggioranza respinge l'inserimento del punto all'ordine del giorno, è scontro totale con il centrosinistra

Un'aula consiliare spaccata, un voto lampo e una proposta sulla sicurezza dei cittadini che sparisce prima ancora di poter essere discussa. A Desenzano del Garda si accende uno scontro politico durissimo intorno alla gestione delle forze dell'ordine e alla sicurezza del territorio. Al centro della contesa c'è il Commissariato locale della Polizia di Stato, per il quale le minoranze chiedevano a gran voce un potenziamento di organico. Una richiesta che, tuttavia, non varcherà mai la soglia del dibattito in Consiglio Comunale.
Il no della maggioranza e la rabbia del Pd
La proposta, presentata sotto forma di Ordine del Giorno dal Partito Democratico e dalle forze di centrosinistra, puntava a impegnare l’Amministrazione comunale a farsi promotrice di una revisione delle piante organiche del Commissariato desenzanese. L'obiettivo dichiarato dai promotori era quello di sostenere l'attività degli agenti, alleggerendo il carico lavorativo legato non solo alla prevenzione e alle indagini di Polizia Giudiziaria, ma anche all'imponente mole di procedure della Polizia Amministrativa in un territorio dai flussi turistici massicci.
La delibera non è stata però ammessa all'ordine del giorno del Consiglio. Il voto contrario dei capigruppo di maggioranza, arrivato senza entrare nel merito della questione, ha bloccato l'iniziativa sul nascere. Un atteggiamento che ha fatto infuriare i consiglieri di opposizione, i quali denunciano la totale chiusura al dialogo da parte del centrodestra.
Le parole dei consiglieri
"Con questo Ordine del Giorno intendevamo sostenere la Polizia di Stato, riconoscendo l’eccellente lavoro svolto dagli agenti ma evidenziando le forti criticità legate al sovraccarico lavorativo", spiega il consigliere dem Bernardo Comini, sottolineando le necessità operative concrete del territorio.
Ancora più dura la replica della consigliera Beatrice Gabusi, che esprime sconcerto per l'esclusione del punto: "Siamo rimasti sconcertati dalle motivazioni del presidente del Consiglio Comunale nel non ammettere il punto: si è preferito evitare il dibattito per la preoccupazione che si parlasse di sicurezza, fraintendendo deliberatamente il senso della nostra iniziativa". Gabusi rimarca che non si trattava di una battaglia ideologica, ma di una richiesta nell'interesse della cittadinanza.
Anche Andrea Palmerini punta il dito contro il centrodestra, parlando di mancanza di rispetto per le forze dell'ordine: "I capigruppo di maggioranza hanno votato contro senza nemmeno entrare nel merito. Nessun confronto, nessuna motivazione, nessuna alternativa proposta, nonostante avessimo presentato dati e fatti oggettivi confermati anche dai sindacati".
Accuse di propaganda
A chiudere la fila della protesta sono Stefano Terzi (capogruppo della coalizione "Stefano Terzi sindaco") e Maria Vittoria Papa (capogruppo del Pd), che accusano la giunta e i partiti di governo locale di arroccarsi in una gestione autoreferenziale. Secondo le opposizioni, per la destra desenzanese la sicurezza sarebbe soltanto un pretesto per farsi propaganda. "La sicurezza non è un tema da affrontare con investimenti, cultura del territorio e aumento concreto delle risorse", concludono i due capigruppo, "ma solo uno slogan muscolare da usare per propaganda e mai per sostenere davvero chi lavora sul campo".





