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Trapianti pionieristiciGarda

Il cuore ha ripreso a battere dopo il decesso: a Desenzano una procedura che cambia la medicina

All'ospedale di Desenzano eseguita per la prima volta una complessa donazione di cuore da donatore a cuore fermo controllato

La Redazione

Illustrazione a corredo: Il cuore ha ripreso a battere dopo il decesso: a Desenzano una procedura che cambia la medicina
Illustrazione a corredo: Il cuore ha ripreso a battere dopo il decesso: a Desenzano una procedura che cambia la medicina

Come può un organo che ha smesso definitivamente di battere tornare a dare speranza e nuova vita a un altro paziente? Sembra un paradosso, ma è la frontiera più avanzata della medicina dei trapianti e, per la prima volta nella sua storia, ha trovato applicazione pratica all'ospedale di Desenzano. Un intervento di estrema complessità scientifica e organizzativa che segna una svolta per la sanità bresciana e per l'intera Asst Garda.

Una sfida contro il tempo e la biologia

Fino a pochissimo tempo fa, un'operazione del genere sarebbe stata impensabile. La donazione a cuore fermo controllato (denominata tecnicamente cDCD Heart) rappresenta una delle più importanti evoluzioni cliniche recenti. Si tratta di una possibilità introdotta in Italia solo a partire dal 2023, resa possibile dall'impiego di sofisticate e innovative tecnologie capaci di riattivare artificialmente l'attività cardiaca dopo il decesso del paziente. Questa metodica consente di valutarne attentamente la funzionalità biologica e, in caso di esito positivo, di procedere con il trapianto dell'organo salvavita.

All'ospedale di Desenzano il programma di donazione a cuore fermo controllato era in realtà già stato avviato lo scorso autunno, portando in precedenza al prelievo con successo di tessuti e organi addominali. Con quest'ultima operazione, tuttavia, la struttura ospedaliera ha compiuto un decisivo e storico passo in avanti: oltre al fegato e ai reni, le équipe mediche sono riuscite a prelevare e donare anche il cuore del donatore deceduto.

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Una mobilitazione di équipe specializzate

Un percorso terapeutico e chirurgico di tale portata richiede una sincronia perfetta tra decine di professionisti sanitari. Le delicate operazioni di monitoraggio, riattivazione e prelievo sono state coordinate dal Coordinamento Ospedaliero per il Procurement (Cop) di Asst Garda, che ha lavorato in stretta sinergia con il Coordinamento Regionale di Procurement (Crp).

La complessa macchina organizzativa ha visto scendere in campo medici e infermieri del reparto di Terapia Intensiva, cardiologi, l'intero personale della Sala Operatoria, specialisti di Anatomia Patologica e del Laboratorio Analisi. È stato inoltre fondamentale il contributo dell'équipe specialistica della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, giunta sul posto con cardiochirurghi, cardio-anestesisti e perfusionisti nell'ambito del programma regionale trapianti. Il trasporto degli organi è stato poi assistito e garantito dalle équipe chirurgiche coordinate dal NITp e supportate dai mezzi d'emergenza di Areu.

Il commento della direzione sanitaria

“Questo risultato conferma la crescita della nostra azienda nel settore delle donazioni di organi e tessuti e rafforza il suo ruolo all’interno della rete trapiantologica lombarda”, ha commentato Pietro Imbrogno, Direttore Sanitario di Asst Garda. “È il segno di una sanità che investe nell'innovazione, nelle competenze e nel lavoro di squadra, ma soprattutto nella cultura della donazione: un gesto di straordinaria solidarietà che, anche nei momenti più difficili, riesce a trasformare una perdita in una nuova speranza di vita per altre persone”.

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