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10 milioni contro il caldo e una stazione fantasma: il doppio colpo che cambia Brescia

Dai rifugi climatici alla rinascita dello scalo di Rezzato, cosa prevede l'assestamento regionale e chi ci ha messo la firma

La Redazione

Illustrazione a corredo: 10 milioni contro il caldo e una stazione fantasma: il doppio colpo che cambia Brescia
Illustrazione a corredo: 10 milioni contro il caldo e una stazione fantasma: il doppio colpo che cambia Brescia

C'è una cifra che farà discutere, e un'altra che riporta in vita un pezzo di provincia dimenticato. L'assestamento di bilancio 2026-2028 di Regione Lombardia si è chiuso con due risultati che toccano direttamente il territorio bresciano. E dietro entrambi c'è la stessa firma politica: quella del Partito democratico.

Dieci milioni per non restare in trappola

Il primo colpo pesa 10 milioni di euro. È la dote di un nuovo fondo regionale per l'adattamento climatico, pensato per finanziare interventi concreti contro le ondate di calore: rifugi climatici, climatizzazione di scuole, ospedali, case di riposo e altri edifici pubblici, insieme a opere di depavimentazione, forestazione urbana e difesa del suolo nelle aree a rischio idrogeologico.

«La crisi climatica crea nuove disuguaglianze tra chi può permettersi strumenti per proteggersi e chi invece dipende dalla qualità degli spazi pubblici», ha spiegato la consigliera regionale Miriam Cominelli, che ha seguito il provvedimento in prima persona. L'ordine del giorno approvato prevede anche un rafforzamento delle comunità energetiche rinnovabili, dopo il taglio di 12 milioni deciso dalla Regione.

La stazione che (forse) rinasce

Il secondo risultato vale 300mila euro ed è tutto bresciano: serviranno ad avviare lo studio per la riqualificazione della stazione ferroviaria di Rezzato e la possibile riattivazione del servizio passeggeri sull'asse orientale della provincia.

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Oggi lo scalo è utilizzato solo per il traffico merci, ma in passato aveva già accolto i viaggiatori. Il finanziamento — stando a quanto riportato da QuiBrescia — sarà distribuito nell'arco del triennio, con una prima tranche da 100mila euro già nel 2026. L'intervento interessa non solo Rezzato ma anche Botticino, Castenedolo e Mazzano, Comuni che da anni chiedono un collegamento ferroviario potenziato verso Brescia.

L'altra faccia della medaglia

I due risultati non bastano però a raddrizzare il giudizio complessivo. Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale ed ex sindaco di Brescia, punta il dito contro la «grande dispersione» delle risorse: su 48 milioni redistribuiti nel trasporto pubblico, 35 vanno a Trenord e appena 13 alle agenzie del Tpl locale. «L'Agenzia provinciale riceve poco più di 50 milioni per garantire i collegamenti da Ponte di Legno a Pontevico. Fuori dall'area urbana il servizio è spesso insufficiente», ha denunciato.

Anche sulla sanità il Pd non fa sconti: bene il cambio di rotta sull'ospedale di Desenzano, ma restano i ritardi accumulati su edilizia sanitaria e il cronico sotto-investimento nella sanità territoriale — Case di comunità, assistenza di prossimità, servizi diffusi. «Le strutture servono, ma non bastano», è la sintesi di Cominelli e Del Bono.

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