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Gottolengo: tesori archivisticiBassa bresciana

Nomi, segreti e lettere al Doge: cosa nascondono i documenti del 1388 ritrovati nella soffitta di Gottolengo

Dai Deputati del Cinquecento ai Padri Carmelitani: 13mila euro per salvare dall'umidità carte mai lette prima

La Redazione

Illustrazione a corredo: Nomi, segreti e lettere al Doge: cosa nascondono i documenti del 1388 ritrovati nella soffitta di Gottolengo
Illustrazione a corredo: Nomi, segreti e lettere al Doge: cosa nascondono i documenti del 1388 ritrovati nella soffitta di Gottolengo

C'erano una soffitta, delle buste rovinate dall'umidità e secoli di silenzio. Adesso quei fogli stanno per parlare.

Gottolengo ha ottenuto oltre 13mila euro da Regione Lombardia — fondi dell'Avviso Unico Cultura 2026, un tesoretto da 1 milione e 700mila euro spalmato su 101 progetti lombardi tra musei, archivi e biblioteche — per un'operazione che ha il sapore della caccia al tesoro: l'inventariazione analitica della Sezione antica dell'archivio comunale.

Carte che partono dal 1388

Il progetto si chiama «Le Radici della Memoria» e copre un arco cronologico che va dal 1388 al 1815: quasi quattro secoli e mezzo di storia — ben più dei "tre secoli" evocati nelle prime ricostruzioni — stipati nella soffitta del Municipio, dove erano stati trasferiti nel 1999 dall'ex Teatro Zanardelli a cura della Cooperativa Arca.

Il problema? L'inventario esistente è sommario, cumulativo, a tratti illeggibile. E il tempo è nemico: alcune buste sono già state attaccate dall'umidità e rischiano il deperimento definitivo.

Cosa c'è davvero dentro quelle buste

A svelarlo è la relazione del progetto, curata da Maria Teresa Celsa, responsabile dell'area amministrativa scomparsa prematuramente nel 2022.

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Tra le carte: la corrispondenza dei Deputati della comunità nei secoli XVI-XVIII con il Doge di Venezia, con le magistrature bresciane, con il convento dei Padri Carmelitani di San Girolamo. E poi i rapporti con la nobile famiglia Luzzago, con le comunità vicine — Calvisano, Ghedi, Gambara, Castrezzato — su questioni scottanti: gestione delle acque, confini, imposte, diritti e privilegi.

«I documenti riportano un numero notevole di nomi di luoghi e persone che non sono mai stati rilevati — si legge nel progetto — e rischiano di rimanere nell'oblio, privando la comunità e gli studiosi di elementi fondamentali per la ricerca storica e anagrafica».

La corsa contro l'umidità

L'intervento userà il software ArchimistaWeb per la descrizione analitica informatizzata. Alla fine, i dati saranno disponibili in formato cartaceo ed elettronico e finiranno online: sito del Comune, canali social, pubblicazioni multimediali.

«L'archivio storico potrà offrire molti spunti inediti per promuovere la conoscenza del territorio — ha spiegato il sindaco Daniele Dancelli — Su questo tipo di materiali è possibile realizzare attività didattica con le scuole, conferenze o mostre documentarie».

Un patrimonio che stava marcendo in soffitta e che ora, pezzo dopo pezzo, tornerà a raccontare chi eravamo.

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