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Fastweb+Vodafone: Dna promuove gli investimenti, ma il Cybersecurity Act va rivisto

Per Vincenzo Ferraiuolo servono regole aggiornate sulla neutralità della rete e tempi più realistici per la sicurezza cibernetica

La Redazione

Illustrazione a corredo: Fastweb+Vodafone: Dna promuove gli investimenti, ma il Cybersecurity Act va rivisto
Illustrazione a corredo: Fastweb+Vodafone: Dna promuove gli investimenti, ma il Cybersecurity Act va rivisto

Il giudizio di Vincenzo Ferraiuolo sul Digital Networks Act è positivo: la normativa viene descritta come una svolta capace di favorire gli investimenti in spettro, infrastrutture di rete e nei rapporti con le grandi piattaforme over-the-top. Secondo Ferraiuolo, però, occorre aggiornare le regole sulla neutralità della rete, in modo da permettere servizi differenziati senza che questo si traduca in discriminazioni tra operatori o utenti.

Diverso il tono riservato al Cybersecurity Act 2. Il piano di phase out generalizzato previsto in tre anni viene giudicato tecnicamente irrealistico. Il timore è che tempi così stretti finiscano per sottrarre risorse economiche e tecniche a progetti strategici come lo sviluppo del 5G standalone e la futura transizione verso il 6G.

Il quadro che emerge è quello di un settore che chiede innovazione normativa a doppio senso: regole più flessibili dove servono investimenti, ma anche scadenze più realistiche dove la sicurezza digitale rischia di frenare, invece che accompagnare, la crescita tecnologica.

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