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Nella storia del GardaGarda

Cipolle, maialini e un impero a tre chilometri: la storica tradizione che oggi torna a far battere il cuore del Garda

Dopo decenni di oblio, Gargnano fa rivivere la storica fiera che un tempo richiamava barche e carretti da tre regioni

La Redazione

Illustrazione a corredo: Cipolle, maialini e un impero a tre chilometri: la storica tradizione che oggi torna a far battere il cuore del Garda
Illustrazione a corredo: Cipolle, maialini e un impero a tre chilometri: la storica tradizione che oggi torna a far battere il cuore del Garda

Per comprendere la vera anima del Garda, quella legata alla fatica quotidiana e agli scambi commerciali di un tempo, bisogna fare un salto indietro di settant'anni. C’era un appuntamento fisso, a Gargnano, capace di far muovere intere famiglie dal Veneto e dal Trentino. Un brulicare di barche e carretti che per decenni è scomparso nel nulla, ma che oggi è pronto a riprendersi la scena.

Fino alle 18 di oggi, le piazze del borgo si animano infatti per la storica Fiera delle cipolle, un tempo nota anche come la fiera delle "sigole". Si tratta della riproposizione di una tradizione che, dopo essere caduta nell'oblio per lungo tempo, è stata recuperata due anni fa e oggi attira curiosi e turisti da tutto il Benaco.

Quando si vendevano maialini e pesci ormai scomparsi

Un tempo la fiera non era solo un momento di festa, ma un vero polmone economico per il territorio del medio e alto Garda. In località Fossa, proprio a ridosso dell'edificio che oggi ospita una banca ormai dismessa, un tempo si vendevano persino i maialini.

Il lungolago assisteva a un via vai continuo: le barche trasportavano cipolle provenienti principalmente da Brenzone, sulla sponda veronese, o dai sentieri impervi dei monti dell’alto Garda. Insieme agli ortaggi venivano scambiati carbone e le leggendarie aole, piccoli pesci d'acqua dolce oggi purtroppo scomparsi dalle acque del lago. Era un'economia di sussistenza e di baratto che garantiva la sopravvivenza di centinaia di famiglie.

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A un passo dall'Impero

La fiera di Gargnano aveva anche una rilevante valenza geopolitica. Secoli fa, il confine con l'Impero austro-ungarico si trovava a soli tre chilometri di distanza, nei territori della Valvestino. Nonostante le frontiere ufficiali, l'evento rappresentava una terra di mezzo franca, capace di richiamare migliaia di avventori da entrambi i lati del confine.

Il programma della giornata

Oggi la manifestazione si presenta sotto una veste diversa, coniugando memoria storica e richiamo turistico. L'evento, organizzato nei minimi dettagli dalla Pro Loco di Gargnano, propone fino a sera mercatini con prodotti tipici locali e un affascinante percorso legato al passato.

Durante la giornata sarà possibile assistere all'esposizione degli antichi mestieri e cimentarsi con i giochi di una volta. A stringere ulteriormente il legame con la sponda veronese sarà presente una delegazione ufficiale di Brenzone sul Garda, accompagnata dalla Banda cittadina e dalle note suggestive del Coro Montepizzocolo.

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