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Garda, le nuove trappole anti-siluro rischiano di svuotare il lago: l'allarme che fa discutere

Il WWF lancia l'allarme sulle reti previste per contenere la specie aliena: a rischio la fauna ittica locale.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Garda, le nuove trappole anti-siluro rischiano di svuotare il lago: l'allarme che fa discutere
Illustrazione a corredo: Garda, le nuove trappole anti-siluro rischiano di svuotare il lago: l'allarme che fa discutere

La lotta al pesce siluro nel Lago di Garda rischia di trasformarsi in una minaccia silenziosa per l'intero ecosistema del bacino. L'allarme, lanciato con forza dal WWF, accende i riflettori su un piano d'intervento che, se non modificato tempestivamente, potrebbe avere conseguenze devastanti sulla fauna ittica locale, ben oltre la specie invasiva che si intende combattere.

Al centro della polemica ci sono le nuove reti trappola che dovrebbero essere posizionate nelle acque del lago per fermare la proliferazione del predatore gigante. Tuttavia, lo strumento scelto per contenere questa specie aliena rischia di rivelarsi un'arma a doppio taglio, capace di colpire indiscriminatamente la popolazione di pesci autoctoni del Garda.

Il rischio di un prelievo incontrollato

Il monito arriva direttamente da Paolo Zanollo, referente di zona del WWF Bergamo Brescia e rappresentante delle associazioni ambientaliste all'interno della Consulta regionale della pesca. Secondo l'esponente ambientalista, l'attuale progettazione dei sistemi di cattura autorizzati presenta una criticità fondamentale: la misura delle maglie delle reti.

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«Il problema non è tanto la cattura del siluro in sé – spiega Zanollo – quanto il disegno e l'uso che verrà fatto di queste attrezzature». Le maglie previste nel piano, infatti, risulterebbero troppo strette. Questo dettaglio tutt'altro che trascurabile impedirebbe la selezione dei soli grandi esemplari di siluro, finendo per intrappolare inevitabilmente pesci di moltissime altre specie che popolano il lago di Garda. Senza correttivi, la misura di contenimento si trasformerebbe di fatto in un prelievo intensivo di risorse ittiche, con il rischio concreto di impoverire gravemente la biodiversità del bacino.

Le condizioni del WWF per l'ok alle trappole

Per evitare quello che viene descritto come il rischio di "svuotare il lago", il WWF ha deciso di muoversi per vie ufficiali, presentando una richiesta formale di garanzie alle autorità competenti. L'associazione ambientalista ha chiarito che non accetterà l'installazione di trappole fisse senza l'adozione di rigorose misure di sicurezza scientifica e tecnica.

Tra i requisiti non negoziabili presentati dal WWF figurano l'adozione di maglie selettive adeguate per consentire il passaggio dei pesci autoctoni, l'obbligo di un monitoraggio costante sul posto che veda la presenza attiva di biologi e, infine, il rilascio immediato e in condizioni vitali di tutte le specie catturate che non siano il siluro. Solo attraverso questi presidi, secondo gli ambientalisti, sarà possibile tutelare il fragile equilibrio del Lago di Garda mentre si tenta di arginare la minaccia della specie aliena.

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