Cronaca di GhediBassa bresciana
Ghedi piange un figlio e ne celebra un altro: la storia che nessuno si aspettava
Funerali lunedì per il 37enne morto in moto, mentre il 25enne Agostino Crispino torna dopo quattro mesi di cammino

Due storie, una sola città: Ghedi tra lacrime e imprese
Mentre una comunità si stringe attorno a una famiglia distrutta dal dolore, un'altra storia — partita dallo stesso paese — racconta di piedi, polvere e 3.200 chilometri di strada.
La coincidenza è solo geografica, ma colpisce. Ghedi vive in questi giorni due volti opposti dell'esistenza.
Da un lato i funerali di Marco Zanolini, 37 anni, che domani lunedì 3 agosto alle 10 riceverà l'ultimo saluto nella chiesa parrocchiale. Figlio unico di mamma Tiziana e papà Mauro, Marco lavorava alla VGV di Calvisano. La mattina di sabato 25 luglio stava percorrendo la Sp37 verso Castenedolo quando, all'incrocio con la strada per l'aeroporto di Montichiari, si è trovato davanti un camion in svolta a sinistra. Il tentativo di evitarlo è stato vano: dopo l'urto ha perso il controllo della moto, sbattendo contro il guardrail e venendo sbalzato fino alla recinzione dell'aeroporto. Un impatto che non gli ha lasciato scampo. La salma, dopo gli accertamenti dell'autorità giudiziaria, riposa alla Casa Funeraria Venere.
3.200 chilometri e un sogno più grande
Dall'altro lato c'è Agostino Crispino, 25 anni. Partito l'8 aprile dalla porta di casa con uno zaino in spalla, è tornato dopo quattro mesi e 3.200 chilometri percorsi a piedi fino al Cammino di Santiago — e oltre.
«Ho voluto affrontare questo viaggio non solo come spostamento geografico, ma anche come modo per aprirmi al mondo», racconta. La sua rotta: Valsabbia, Emilia-Romagna, Passo delle Cento Croci, costa ligure lungo la via Aurelia, poi Marsiglia, Arles, Tolosa, una deviazione a Lourdes e infine Santiago.
Non è stato un cammino senza ostacoli. Lo zaino troppo pesante lo ha costretto a chiamare i genitori — lo raggiunsero a Piacenza per alleggerirlo, eliminando anche la tenda. Poi una tendinite, ore passate a vagare in un bosco francese, tappe anche di 45-50 chilometri al giorno. A Balestrino, vicino a Pietra Ligure, una famiglia lo ha ospitato gratis per dieci giorni mentre si rimetteva dall'infortunio. «Ho scoperto che nel mondo ci sono tante persone generose, disposte ad aiutarti anche senza conoscerti».
Per partire, Agostino ha dovuto licenziarsi. Ha contenuto le spese tra ostelli e ospitalità, contando anche sul sostegno arrivato tramite la sua pagina Instagram "Accidental walker".
Ora il giovane camminatore guarda avanti: «Il mio grande sogno è fare il giro del mondo a piedi. Una sfida impossibile, forse, ma sono proprio i grandi sogni che danno un sapore speciale alla nostra vita».
Due destini, un solo paese. Nello stesso giorno in cui Ghedi piange Marco, un altro suo figlio racconta che camminare — con le salite e le discese — è una metafora della vita.





