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Da incidente a campione paralimpicoSport

La sua auto prese fuoco nel 2021: oggi il ventiquattrenne Giovanni Zanda è sul tetto d'Europa

Dopo l'amputazione delle gambe e una lunghissima degenza, il giovane atleta conquista l'oro continentale a Pitesti

La Redazione

Illustrazione a corredo: La sua auto prese fuoco nel 2021: oggi il ventiquattrenne Giovanni Zanda è sul tetto d'Europa
Illustrazione a corredo: La sua auto prese fuoco nel 2021: oggi il ventiquattrenne Giovanni Zanda è sul tetto d'Europa

È la sera del 2 giugno 2021 quando la vita di Giovanni Zanda, allora diciannovenne, cambia per sempre mentre si trova alla guida. All'improvviso la sua vettura prende fuoco. Avvolto dalle fiamme, il giovane riesce con prontezza a slacciare la cintura bollente, ad aprire la portiera e a correre per una cinquantina di metri, strappandosi i vestiti di dosso per salvarsi la vita. Quella drammatica notte sembrava il capolinea di tutto; oggi, a 24 anni, Giovanni ha invece scritto una delle pagine di riscatto più belle dello sport continentale.

Il trionfo europeo in Romania

Nelle acque di Pitesti, in Romania, Giovanni Zanda ha conquistato il titolo di campione europeo di paracanoa. Era la sua prima gara competitiva a livello internazionale ed era la prima volta che rappresentava l'Italia. Un traguardo straordinario che il giovane, residente a Ghisalba e con forti legami familiari ad Adrara San Rocco, considera non come un punto d'arrivo, ma come un nuovo inizio.

Prima dell'incidente, Giovanni era un atleta accanito: alle spalle aveva tredici anni di mountain bike, con continue scalate verso i Colli di San Fermo, e diverse esperienze nel triathlon. Sapeva già cosa significasse fare fatica, e questa disciplina mentale si è rivelata decisiva per superare un anno e mezzo di degenza in ospedale e l'amputazione di entrambe le gambe.

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La rinascita tra Palazzolo e l'Idroscalo

La rinascita sportiva è passata attraverso un duro percorso di adattamento al kayak. Giovanni si è allenato inizialmente a Palazzolo sull'Oglio – dove ha mosso i primi passi in acqua nella provincia bresciana –, sul lago di Endine e infine all'Idroscalo di Milano, dove si allena con Mirko Nicoli sotto la guida del tecnico Gianni.

«All'inizio è difficile capire l'adattamento del kayak – spiega l'atleta –, ma quando si trova il giusto compromesso, ti dà un senso di libertà e spensieratezza». Con sei giorni di allenamento su sette, l'obiettivo del giovane è ora chiarissimo: continuare a dare il massimo per inseguire il sogno delle Olimpiadi.

L'impegno per la sicurezza stradale

Oltre agli allenamenti e allo studio a casa, Giovanni dedica il suo tempo a una missione sociale importantissima. Insieme a Mauro Bernardi della EnjoySki, partecipa attivamente a un progetto di prevenzione degli incidenti stradali. L'obiettivo è portare la propria testimonianza nelle scuole e tra i giovani, spingendoli a riflettere sui reali pericoli della strada affinché nessun altro debba vivere ciò che è accaduto a lui.

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