Temporale devastanteBassa bresciana
Mais spazzato via al 90%, auto devastate, biblioteca chiusa: il bollettino di guerra della grandine nella Bassa
Chicchi grandi come palline da ping pong alle 7 del mattino. Gambara, Gottolengo e Calcinato i più colpiti: mais in ginocchio e strutture chiuse.

Non è stato un risveglio qualunque, quello di lunedì 20 luglio, per migliaia di residenti della Bassa bresciana. Poco prima delle 7 del mattino, il cielo si è aperto scaricando chicchi di grandine grandi come palline da ping pong su Gambara, Gottolengo e dintorni. Un'altra ondata dopo i temporali della notte tra il 18 e il 19 luglio, che avevano già messo in ginocchio Calcinato.
Cosa ha travolto la Bassa
A Gambara e Gottolengo la furia del maltempo ha infranto vetri e fanali di decine di automobili, scoperchiato tetti, danneggiato abitazioni ed esercizi commerciali. Le raffiche di vento hanno sollevato tegole e abbattuto alberi e rami, rendendo necessari interventi immediati.
A Calcinato l'onda d'urto è arrivata dal weekend: i sopralluoghi del Comune hanno rivelato danni pesanti al centro sportivo, al tetto del palazzetto e soprattutto alla biblioteca civica di via XX Settembre. Qui la grandine ha distrutto tre abbaini, costringendo alla chiusura straordinaria della struttura fino al completamento delle verifiche di sicurezza. Parchi, aree pubbliche, impianti fotovoltaici, tapparelle e automobili: l'elenco dei danni è lunghissimo. Il Comune ha sospeso le attività nei campi sportivi e nella palestra, mentre la Protezione civile è al lavoro per pulire e ripristinare.
Anche Remedello non è stato risparmiato: la zona sud, verso Remedello Sotto e Corvione di Gambara, ha visto interventi concentrati in via XXIV Aprile, dove un'abitazione ha subito distacchi dalla copertura e dagli infissi. Ramificazioni cadute nel parco di via Parmesane e strade invase da fango e detriti hanno tenuto impegnate le squadre comunali.
I vigili del fuoco sono intervenuti anche a Leno, Verolanuova e Orzinuovi. A Ponte di Legno, una grossa pianta abbattuta dal vento ha ostruito una strada comunale che conduce ad abitazioni private.
Il conto nei campi: mais spazzato via fino al 90%
Se i danni alle strutture sono già pesanti, è il comparto agricolo a piangere le perdite più gravi. Le coltivazioni di mais, vero traino dell'economia rurale della zona, sono state falcidiate. Tra Leno, Castelletto di Leno, Gottolengo e Gambara, in alcuni appezzamenti si stima una perdita fino al 90% del raccolto. In moltissime altre aree la produzione risulta compromessa tra il 50 e il 60%, con ripercussioni drammatiche sulla maturazione delle colture e danni anche a coperture aziendali e impianti fotovoltaici. Le aree agricole colpite si estendono ben oltre: da Ospitaletto a Gussago, da Rovato ad Adro, passando per Erbusco, Cologne, Palazzolo e il basso Garda.
La risposta degli agricoltori
Eppure, in mezzo alla devastazione, è scattata immediata la solidarietà. Imprenditori agricoli delle zone risparmiate o meno colpite si sono messi a disposizione fin dalle prime ore dopo la grandinata, offrendo foraggio e supporto concreto per garantire l'alimentazione del bestiame alle aziende in difficoltà.
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