Salta al contenuto

Ricordo del campioneSport

Il segreto custodito in una chat e l'ultimo viaggio a San Siro: parla il sacerdote che ha cresciuto Franco Baresi

Don Pietro Gabella racconta gli inizi del Capitano all'Uso Travagliato e il legame indissolubile con la parrocchia e la fede

La Redazione

Illustrazione a corredo: Il segreto custodito in una chat e l'ultimo viaggio a San Siro: parla il sacerdote che ha cresciuto Franco Baresi
Illustrazione a corredo: Il segreto custodito in una chat e l'ultimo viaggio a San Siro: parla il sacerdote che ha cresciuto Franco Baresi

C'è un filo invisibile ma d'acciaio che ha sempre legato la leggenda del calcio Franco Baresi alla sua terra d'origine, la provincia di Brescia. Un legame fatto di silenzi, di una fede incrollabile e di un gruppo di amici d'infanzia che non lo ha mai abbandonato, nemmeno nei momenti più bui della malattia. Per capire davvero chi fosse il mitico numero 6 del Milan, bisogna viaggiare indietro nel tempo e ascoltare la voce di chi lo ha visto tirare i primi calci a un pallone che sembrava persino più grande di lui. Quella voce appartiene a don Pietro Gabella, oggi ottantasettenne, lo storico sacerdote dell'Uso Travagliato che ha accettato di aprire lo scrigno dei ricordi più intimi del Capitano.

La chat dei miracoli e la squadra imbattibile

Don Pietro, originario di Longhena, custodisce un legame unico con Baresi. Un rapporto che non si è mai spento e che negli ultimi anni si era trasferito persino su WhatsApp. Esiste infatti una chat di gruppo che unisce ancora oggi i vecchi ragazzi dell'Uso Travagliato del 1971, la mitica formazione giovanile che compiva veri e propri miracoli sportivi sfidando i colossi del calcio nazionale.

"In quel campo hanno giocato anche Juventus, Inter, Atalanta, Cremonese. E con il nostro Uso hanno perso tutti, senza distinzioni", ricorda don Pietro con un sorriso nostalgico. In quel gruppo di ragazzini terribili c'erano Franco e il fratello Beppe, ma anche altri talenti che avrebbero calcato i campi professionistici, come Pancheri e Lorini. Per tutti loro, quella chat era lo strumento per rimanere uniti e programmare l'ennesima rimpatriata in paese.

L'ultimo viaggio a San Siro

Ma c’è un momento recente che don Pietro descrive con commozione particolare. Lo scorso dicembre, Franco Baresi ha voluto fortemente il suo vecchio sacerdote accanto a sé a San Siro. L'occasione è stata la partita Milan-Sassuolo, il ritorno del Capitano nello stadio che lo ha reso un'icona mondiale, avvenuto dopo l’annuncio della malattia e le dure fatiche delle cure.

Pubblicità

Trafilix Industries - Acciai trafilati di precisione

"Quel momento fu speciale: ce lo siamo goduti insieme, io e Franco", confida l'anziano prete. Baresi, uomo di poche parole ma di straordinaria riconoscenza, non aveva mai dimenticato il ruolo che don Gabella aveva avuto nella sua crescita, indicandolo sempre come il motore principale della sua passione calcistica.

La fede nata nella cascina di Travagliato

Dietro la corazza del campione c'era una spiritualità profonda, forgiata dalle difficoltà. I fratelli Baresi crebbero in una famiglia contadina religiosissima a Travagliato, vivendo in una cascina senza riscaldamento e dormendo a pochi metri dalle stalle. Colpiti presto da gravissime tragedie familiari, i ragazzi trovarono nella parrocchia e nella fede un punto di riferimento inscindibile.

"La fede è stata una compagna di vita per Franco", spiega don Pietro. "In questi mesi non ho dovuto confrontarmi con lui su cosa ci sarà dopo la morte, perché lui crede in Dio da sempre".

Oggi, mentre davanti a Casa Milan sorge un altare improvvisato con i fiori e la maglia numero 6, Travagliato si stringe attorno alla famiglia. La sorella maggiore Lucia, che per Franco fu come una seconda madre, è chiusa in un dolore silenzioso, avvisata all'alba della scomparsa del fratello da Emanuela, la sorella minore. Resta il ricordo di un uomo straordinario che, nonostante la gloria mondiale, non ha mai smesso di essere quel bambino di Travagliato che capiva il calcio prima di tutti gli altri.

Leggi anche

CAPITALE CULTURA
CAPITALE CULTURA