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Dalla crisi alla reazioneSport

Un avvio da incubo e poi la svolta decisiva: ecco come l'Italia del volley si è presa le Finals

A Osaka gli azzurri piegano Cuba in rimonta per 3-1 e si qualificano ufficialmente per l’atto conclusivo in Cina.

Luca Ferraresi

Illustrazione a corredo: Un avvio da incubo e poi la svolta decisiva: ecco come l'Italia del volley si è presa le Finals
Illustrazione a corredo: Un avvio da incubo e poi la svolta decisiva: ecco come l'Italia del volley si è presa le Finals

Un inizio da dimenticare, con gli avversari pronti a dominare l'incontro e lo spettro di un passo falso pesante. A Osaka, nell'ultima e decisiva partita della Pool 9 di Volley Nations League, l'Italia maschile si è trovata con le spalle al muro sotto i colpi di una straripante Cuba. Ma proprio quando la situazione sembrava scivolare via, il gruppo azzurro ha saputo trovare la forza per ribaltare l'inerzia della sfida, centrando l'obiettivo più importante: la qualificazione per le Finals di Ningbo.

Dalla sofferenza alla rimonta: la svolta azzurra a Osaka

L'avvio di partita ha mostrato una Cuba ferocissima, trascinata dal centrale Simon e da battitori in grado di scardinare la ricezione italiana. Il primo parziale si è chiuso con un netto 17-25 per i caraibici. L'Italia, apparsa contratta e fallosa, ha però saputo resettare la mente a partire dalla seconda frazione di gioco.

Migliorata la correlazione muro-difesa e ridotte le imprecisioni, i ragazzi di Ferdinando De Giorgi hanno pian piano preso il controllo delle operazioni. La rimonta si è concretizzata set dopo set, con parziali che testimoniano il cambio di passo definitivo degli azzurri: 25-19, 25-21 e infine un eloquente 25-17 che ha suggellato il 3-1 finale in un'ora e quaranta minuti complessivi di gioco.

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I numeri e le statistiche del match

La sfida di Osaka è stata diretta dalla coppia arbitrale composta dal cinese Liu Jiang e dalla coreana Kang Joo-Hee. Sotto il profilo statistico, l'incontro ha vissuto di fiammate e molti errori da ambo le parti. L'Italia ha messo a referto 4 ace a fronte di ben 20 battute sbagliate, ma ha compensato ampiamente a muro con 11 vincenti contro i 7 dei cubani. Gli errori totali commessi nel match sono stati uguali per entrambe le squadre, attestate a quota 29. Cuba ha invece realizzato 5 ace e commesso 22 parziali negativi al servizio, chiudendo i quattro set con le rispettive durate di 23, 24, 30 e 24 minuti.

La forza del collettivo nelle parole di De Giorgi e Balaso

«Non era semplice vincere con Cuba, loro sono una delle squadre più talentuose», ha commentato a fine gara il commissario tecnico azzurro Ferdinando De Giorgi. Il CT ha espresso grande soddisfazione per la reazione mostrata sul campo: «È venuta fuori la bontà del nostro gruppo, capace di reagire, trovare gli equilibri giusti e migliorare alcune situazioni. Il raggiungimento di questa finale è il risultato di un lavoro corale di tutti». De Giorgi ha infatti ricordato di aver coinvolto ben 24 giocatori nel corso delle tre tappe di VNL, un percorso reso possibile dalla scelta federale di allenare due gruppi distinti.

A fargli eco è stato il libero Fabio Balaso, che ha evidenziato come la vera svolta sia stata l'elaborazione della sconfitta contro il Giappone a inizio Pool: «La crescita mostrata dopo il ko con il Giappone ci ha dato una reazione importante. Questo gruppo ha sempre messo qualcosa in più in ogni partita successiva. Ora alle Finals saranno tutte sfide da dentro o fuori e dovremo affrontarle con la giusta determinazione».

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