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Spaccata notturna da 300mila euro: che cosa cercavano davvero i ladri in questa azienda?

Colpo grosso a Volta Mantovana, dove una banda ha forzato l'ingresso e svuotato i magazzini di un'attività locale.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Spaccata notturna da 300mila euro: che cosa cercavano davvero i ladri in questa azienda?
Illustrazione a corredo: Spaccata notturna da 300mila euro: che cosa cercavano davvero i ladri in questa azienda?

Un piano studiato nei minimi dettagli, una porta scassinata nel silenzio della notte e un danno economico enorme per un'impresa del territorio. A Volta Mantovana si registra uno dei colpi più rilevanti degli ultimi tempi, un'azione fulminea che ha fruttato ai malviventi una cifra da capogiro: circa 300mila euro. Ma che cosa è sparito esattamente dai magazzini della ditta e come hanno fatto i ladri a dileguarsi senza lasciare traccia?

La banda ha colpito nel cuore della notte, muovendosi nell'oscurità e approfittando della totale assenza di personale. Dopo aver forzato la porta d'ingresso dello stabilimento, i ladri si sono diretti a colpo sicuro verso i magazzini e le aree di stoccaggio.

Il bersaglio principale non era il denaro in cassa, bensì qualcosa di molto più pesante e redditizio sul mercato nero: l'ottone. Un enorme quantitativo di questo prezioso metallo è stato caricato e portato via, insieme a una serie di utensili professionali e attrezzature da lavoro ad alta tecnologia.

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Le indagini e la caccia ai fuggiaschi

Ad accorgersi del furto sono stati i responsabili dell'azienda al momento della riapertura, trovandosi di fronte a un magazzino letteralmente svuotato. Immediata è scattata la chiamata al numero unico di emergenza 112.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Volta Mantovana per i primi rilievi scientifici e il sopralluogo di rito. Vista la portata del furto, sono stati affiancati dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castiglione delle Stiviere.

Gli inquirenti stanno concentrando l'attenzione sulle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza privata della ditta e di quelle pubbliche presenti nella zona. Al vaglio ci sono anche i dati registrati dai lettori di targhe e dai varchi elettronici stradali. Considerata la mole e il peso del bottino – in particolare dell'ottone –, appare certo che i malviventi abbiano utilizzato uno o più veicoli di grandi dimensioni per caricare e trasportare la refurtiva. La caccia alla banda è ufficialmente aperta.

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