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Il fioretto azzurro scrive la storia a Hong Kong: ecco chi ha dominato la finale mondiale contro Arianna Errigo
Martina Favaretto batte la leggenda azzurra e conquista il suo primo titolo iridato in carriera.

Si apre con un derby tricolore dal sapore leggendario la giornata più gloriosa per la scherma italiana ai Mondiali di Hong Kong. Sulla pedana della Asia-World Arena si è consumata una sfida che rimarrà impressa negli annali, un match tiratissimo che ha incoronato la nuova regina del fioretto femminile mondiale, capace di imporsi su una delle atlete azzurre più decorate di sempre.
Il verdetto della pedana di Hong Kong
Il tabellone del fioretto femminile ha visto un dominio assoluto dei colori azzurri. Dopo aver piazzato ben quattro atlete tra le migliori otto – con Martina Batini al quinto posto e Anna Cristino al sesto – la finale si è trasformata in un affare interamente italiano. A contendersi il gradino più alto del podio sono state la giovane Martina Favaretto e la veterana Arianna Errigo.
Il match decisivo ha avuto una storia lampante, con la veneziana Favaretto che ha preso subito il largo chiudendo la contesa sul punteggio di 15-7. Per la venticinquenne si tratta del primo oro iridato individuale della carriera. Un successo che ha anche un valore statistico eccezionale: è la medaglia d'oro numero 125 per l'Italia nella storia dei Mondiali di scherma, arrivata a un secolo esatto di distanza dal primo storico trionfo azzurro firmato da Giorgio Chiavacci nel fioretto maschile a Budapest, nel lontano 1926.
Nonostante la sconfitta, Arianna Errigo può comunque sorridere: con questa medaglia d'argento sale a quota 24 podi mondiali in carriera, consolidando il suo status di leggenda vivente della disciplina. Con queste ultime due medaglie, la bacheca storica del fioretto femminile italiano raggiunge la cifra record di 98 podi iridati complessivi.
Le delusioni della sciabola e lo sguardo alle prove a squadre
Se il fioretto esulta, lo stesso non si può dire per la sciabola maschile, che esce da questa giornata con zero soddisfazioni. L'unico atleta italiano capace di superare il primo turno è stato il salernitano Michele Gallo. Il venticinquenne dei Carabinieri, campione europeo in carica e già oro a squadre a Tbilisi 2025, è stato però eliminato subito dopo dal numero uno del tabellone, il francese Sebastien Patrice, con il punteggio di 15-9, chiudendo la sua avventura in ventottesima posizione.
Da domani, l'attenzione si sposta sulle prove a squadre, dove l'Italia punta a rimpolpare il proprio bottino, che finora conta cinque medaglie complessive (l'oro di Favaretto, e gli argenti di Errigo, Giulia Rizzi, Davide Di Veroli e Filippo Macchi). Sulle pedane cinesi saliranno i fiorettisti campioni in carica coordinati dal commissario tecnico Simone Vanni (Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Martini e Tommaso Marini) e le spadiste guidate da Dario Chiadò (Alberta Santuccio, Giulia Rizzi, Rossella Fiamingo e Gaia Caforio).





