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Via al restyling di MonigaGarda

Un accordo da oltre due milioni di euro cambia il volto di Moniga: ecco cosa sparirà a primavera

Il Consiglio comunale approva l'intesa con il privato per sbloccare la riqualificazione di piazza San Martino

La Redazione

Illustrazione a corredo: Un accordo da oltre due milioni di euro cambia il volto di Moniga: ecco cosa sparirà a primavera
Illustrazione a corredo: Un accordo da oltre due milioni di euro cambia il volto di Moniga: ecco cosa sparirà a primavera

Una firma che vale milioni di euro e che promette di trasformare radicalmente il centro storico di Moniga del Garda. C'era un ostacolo ingombrante nel cuore del paese, in quella piazza San Martino che negli ultimi anni si è imposta come il principale punto di ritrovo della comunità, e ora questo ostacolo ha i mesi contati: entro la prossima primavera non ci sarà più. Ma l'intesa che sblocca il futuro dell'area ha scatenato un acceso scontro politico sulle cifre dell'operazione.

La svolta per piazza San Martino

Nel cuore di Moniga, piazza San Martino si prepara a cambiare volto. Quello che per anni è stato un elemento di forte contrasto con la recente riqualificazione del centro storico – ovvero il distributore di carburante della società Oil Invest 2000 srl – verrà definitivamente smantellato. L'accordo, approvato dal Consiglio comunale, stabilisce che l'impianto dovrà sparire entro la prossima primavera.

La convivenza tra lo spazio pubblico, oggi sede di eventi estivi e principale luogo di aggregazione del paese, e il periodico passaggio delle autocisterne per il rifornimento era ormai considerata incompatibile dall'Amministrazione guidata dal sindaco Renato Marcoli. Tuttavia, liberare l'area non è stato semplice: la convenzione con il privato sarebbe scaduta solo nel 2032 e la società aveva già avanzato richieste di risarcimento in seguito ai lavori di rinnovo della piazza.

Cifre e compensazioni: scoppia la polemica

Per evitare un contenzioso giudiziario che, come sottolineato dal segretario comunale Roberto Minarelli, avrebbe esposto l'ente pubblico a lunghi anni di causa e a costi rilevanti, si è giunti a una complessa transazione urbanistica.

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In base all'accordo approvato, la Oil Invest 2000 srl otterrà un incremento di 1.800 metri cubi di volumetria, il cambio di destinazione d'uso di una porzione dell'immobile esistente e la possibilità di acquistare circa 250 metri quadrati di area comunale. In cambio, oltre alla rimozione del distributore e alla successiva bonifica ambientale dell'area, la società verserà nelle casse del Comune un contributo straordinario di almeno 99mila euro, a cui si aggiungeranno gli oneri previsti.

Questo scambio ha però sollevato dure critiche da parte dell'opposizione. Il gruppo "Centrodestra per Moniga", guidato da Federica Maruti, ha deciso di astenersi nel voto in aula, contestando apertamente la sproporzione delle cifre. Secondo le stime presentate dalla minoranza, a fronte di un esborso reale per il privato di circa 200mila euro (sommando contributo straordinario, acquisto dell'area e altri oneri), il valore complessivo generato dall'operazione urbanistica a favore della società sarebbe stimabile nell'ordine di ben 2,4 milioni di euro.

Le ragioni del sì

Oltre alla questione economica, la minoranza ha espresso forti perplessità per la prevista riduzione delle aree verdi e ha rimproverato all'Amministrazione come la presenza stessa del distributore abbia condizionato negativamente la progettazione della nuova piazza.

Il sindaco Renato Marcoli ha però difeso con forza il risultato ottenuto, definendolo "un buon accordo" proprio alla luce della complessità della mediazione: «Nessuna delle due parti è soddisfatta al cento per cento», ha commentato il primo cittadino, evidenziando come l'interesse primario fosse quello di restituire continuità e sicurezza al centro storico. Ora si attende solo l'avvio delle operazioni di bonifica, l'ultimo passo necessario prima che la trasformazione della piazza possa dirsi conclusa.

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