La scelta della FederazioneSport
Dopo il rifiuto di Guardiola la Nazionale ha scelto il nuovo ct: ecco chi firmerà un contratto fino al 2030
La svolta della Figc di Giovanni Malagò porta a un ex glorioso campione del mondo di origini bresciane.

La ricostruzione della Nazionale italiana è ufficialmente partita, ma la strada per arrivare al nome del nuovo commissario tecnico è stata un vero e proprio intrigo in grado di tenere con il fiato sospeso milioni di tifosi. Per giorni l'ambiente si è chiesto chi avrebbe raccolto l'eredità azzurra per avviare il tanto atteso rilancio. La risposta è finalmente arrivata, dopo una serie di contatti ad altissimo livello che hanno coinvolto i profili più vincenti del panorama mondiale, prima di concludersi con una firma ormai imminente e un accordo a lungo termine.
Il sogno infranto e le trattative segrete
L'obiettivo iniziale della nuova governance della Figc, guidata da Giovanni Malagò, era chiarissimo: puntare sulla qualità assoluta. Paolo Maldini, nel suo nuovo ruolo di direttore tecnico azzurro, lo ha ammesso apertamente durante la conferenza stampa post assemblea di Lega Serie A. Al suo fianco c'erano il presidente federale e l'advisor Leonardo, a testimonianza di una totale sintonia interna.
Maldini ha rivelato che la Federazione non ha voluto affrettare i tempi pur di assicurarsi la figura ideale. I primi contatti ufficiali hanno riguardato nientemeno che Carlo Ancelotti e Pep Guardiola. "Ci sembrava giusto partire da quelli che ritenevamo i migliori al mondo", ha confessato Maldini, spiegando la necessità di verificare la disponibilità dei profili più ambiti. Ma dopo i sondaggi iniziali sull'allenatore emiliano e il successivo rifiuto del tecnico catalano, la dirigenza ha dovuto virare rapidamente sulle alternative di massimo rilievo.
Il presidente Malagò ha inoltre svelato un curioso retroscena sull'ingaggio di Maldini e Leonardo: i due non hanno richiesto alcun genere di premio o bonus nei contratti, dichiarando con estrema sicurezza di considerarsi dei vincenti a prescindere.
La svolta: un accordo quadriennale
Sfumato il sogno di portare in azzurro Guardiola, il tandem operativo composto da Maldini e Leonardo non ha perso tempo e ha puntato con decisione su una vecchia conoscenza del nostro calcio: il bresciano Andrea Pirlo. Il "Maestro" di Flero, cresciuto calcisticamente nel Brescia e colonna portante dell'Italia campione del mondo nel 2006, è pronto a legarsi alla Nazionale con un progetto pluriennale.
Per Pirlo è pronto un contratto di quattro anni, con scadenza fissata al 2030, per un ingaggio vicino a 1,5 milioni di euro a stagione più bonus. Mancano soltanto l'annuncio ufficiale e le firme di rito, ma la decisione è ormai presa. Una scelta fortemente simbolica che punta su uno dei volti più iconici degli ultimi trionfi italiani, preferito alla fine anche a un'altra suggestione come Roberto Mancini.
Una scommessa per la rinascita
Quella su Pirlo è a tutti gli effetti una scommessa affascinante per il futuro azzurro. Da allenatore, il bresciano vanta un palmarès ancora ridotto rispetto alla sua leggendaria carriera da calciatore: una Coppa Italia e una Supercoppa con la Juventus nel 2020-2021, seguite dalle esperienze all'estero con il Fatih Karagümrük in Turchia, con la Sampdoria e infine con lo United FC a Dubai.
Proprio questa relativa freschezza in panchina lo rende il profilo ritenuto idoneo per un progetto di rifondazione totale, incentrato sui giovani e sul ritorno dell'Italia nell'élite mondiale. Una grande sfida che parte dalle radici bresciane di Flero per conquistare il futuro azzurro.





