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La rottura storicaSport

Niente più Mondiali per le nazionali europee? La decisione ufficiale che spacca il calcio

La Uefa lancia un durissimo ultimatum alla Fifa contro la privatizzazione delle competizioni e annuncia il boicottaggio totale.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Niente più Mondiali per le nazionali europee? La decisione ufficiale che spacca il calcio
Illustrazione a corredo: Niente più Mondiali per le nazionali europee? La decisione ufficiale che spacca il calcio

Il calcio mondiale si trova di fronte a una spaccatura che potrebbe cambiare per sempre la storia dello sport più amato del pianeta. Le nazionali europee, comprese le grandi big calcistiche, potrebbero non scendere mai più in campo per contendersi la Coppa del Mondo. Non si tratta di una semplice indiscrezione, ma di un duro e storico annuncio ufficiale diramato direttamente da Nyon, che lancia un ultimatum senza precedenti alla Fifa guidata da Gianni Infantino.

La privatizzazione della discordia

Al centro della clamorosa protesta c'è il piano della Federcalcio internazionale di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre importanti competizioni a investitori privati. Un'operazione aziendale condotta, secondo i vertici del calcio europeo, in assoluto segreto e senza alcuna consultazione con i soggetti a cui è affidata la gestione quotidiana di questo sport.

La reazione della Uefa, presieduta da Aleksander Ceferin, e delle sue 55 federazioni affiliate è stata immediata, compatta e priva di margini di trattativa: respingere all'unanimità e senza riserve questa proposta di privatizzazione. Nel comunicato ufficiale si legge infatti che la Coppa del Mondo non può essere trattata come un semplice prodotto di investimento da cedere agli azionisti privati, poiché rappresenta un'eredità sportiva inestimabile costruita da generazioni di tifosi, giocatori e nazionali di tutto il mondo.

Un boicottaggio senza precedenti guidato da Ceferin

La minaccia lanciata dalla Uefa non è solo simbolica, ma rappresenta un vero e proprio muro invalicabile. La confederazione europea ha annunciato che nessuna nazionale affiliata parteciperà ad alcuna competizione organizzata dalla Fifa, a partire proprio dai Mondiali, finché i progetti di vendita non saranno abbandonati del tutto. L'Europa esige garanzie scritte e vincolanti che la federazione internazionale non aprirà mai più la propria governance o le proprie competizioni al capitale privato.

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La nota ufficiale usa concetti durissimi per descrivere l'attuale gestione di Gianni Infantino, parlando di una vera e propria "abdicazione al dovere" di custode dello sport e di una grave mancanza di leadership. Secondo l'organismo di Nyon, costringere le federazioni nazionali a scegliere se accettare l'acquisizione delle competizioni o subirne le conseguenze equivale a una coercizione e a un "governo basato sull'intimidazione".

Il calcio non è in vendita

La posizione dell'Europa è dettata anche dal timore che l'ingresso di azionisti privati sposti per sempre il focus dello sport dal merito atletico e sociale alla pura massimizzazione del profitto economico. Nel momento in cui investitori esterni acquistano quote di proprietà, avverte la Uefa, ogni decisione sul calendario internazionale, sui formati dei tornei e sullo sviluppo futuro del gioco verrebbe dettata unicamente dalle aspettative di rendimento degli azionisti privati.

Per la federazione presieduta da Ceferin ci sono cose che semplicemente non possono avere un prezzo, e la tutela delle future generazioni di appassionati deve prevalere sulle logiche speculative. Lo scontro istituzionale ai massimi livelli è ormai aperto: se la Fifa non farà un passo indietro immediato, il calcio internazionale va incontro a una storica scissione che lascerà i prossimi Mondiali privi di tutte le più importanti nazionali europee.

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