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Santa chiara a DesenzanoGarda

La svolta per l'ospedale di Desenzano: ecco dove sorgerà la nuova maxi opera da 250 milioni

Presentato lo studio di fattibilità del Politecnico che cancella l'ipotesi della buca a favore di una demolizione a tappe e a consumo di suolo zero

La Redazione

Illustrazione a corredo: La svolta per l'ospedale di Desenzano: ecco dove sorgerà la nuova maxi opera da 250 milioni
Illustrazione a corredo: La svolta per l'ospedale di Desenzano: ecco dove sorgerà la nuova maxi opera da 250 milioni

Un cantiere lungo più di un decennio, un investimento colossale da 250 milioni di euro e un verdetto che mette fine a anni di accese battaglie politiche e cittadine. Il futuro dell'ospedale di Montecroce a Desenzano è stato finalmente svelato a Palazzo Lombardia, e la soluzione scelta per superare le gravi criticità antisismiche e strutturali della struttura anni Settanta non è quella che molti si aspettavano. Non ci sarà nessuna colata di cemento in nuove aree verdi, ma un piano chirurgico che cambierà per sempre il volto del presidio gardesano.

Il piano del Politecnico: demolire e ricostruire

A svelare la decisione finale è stato Stefano Capolongo, professore del Politecnico di Milano, illustrando lo studio di fattibilità che ha analizzato tutti gli scenari possibili. La scelta definitiva prevede la nascita di un nuovo ospedale che sorgerà esattamente sullo stesso sedime di quello attuale. Nessun consumo di nuovo suolo, dunque, e stop definitivo all'ipotesi di costruire nella cosiddetta "buca" ai piedi del Monte Corno, un'opzione che aveva sollevato la ferma protesta di 8mila cittadini firmatari di una petizione contro l'impatto ambientale.

L'operazione non sarà breve né semplice: si stima che i lavori dureranno tra i 10 e i 12 anni, con un costo complessivo di 250 milioni di euro. Il progetto procederà per step successivi di abbattimento e demolizione, partendo dalla liberazione degli spazi attualmente occupati dai poliambulatori di recente costruzione, così da non interrompere l'attività sanitaria del presidio.

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Il vertice a Milano e le reazioni

All'annuncio milanese erano presenti l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, la direttrice generale di Asst Garda Roberta Chiesa, il direttore generale di Ats Brescia Claudio Sileo e l'architetto Cinzia Pasin in rappresentanza del Comune di Desenzano. Se Bertolaso ha difeso il rigore scientifico del percorso, evidenziando la bontà della soluzione "a consumo di suolo zero", non sono mancati i primi dubbi. Tra il pubblico erano infatti presenti alcune esponenti del Comitato dei cittadini di Desenzano, che hanno subito espresso forti perplessità riguardo alla sostenibilità dei costi e alla durata complessiva dell'intervento.

La fine di una lunga battaglia

Si chiude così un dibattito iniziato nel 2021, quando l'allora assessora Letizia Moratti propose per la prima volta una nuova struttura per sostituire lo storico edificio, eretto su un'area donata negli anni Trenta dal benefattore Ettore Andreis. Negli ultimi tre anni si era passati dall'ipotesi di riqualificazione con un esoscheletro esterno (caldeggiata dal comitato per evitare la demolizione) alla discussione su una soluzione "ibrida" che salvava i padiglioni più recenti occupando il parcheggio dei dipendenti.

La bocciatura della "buca" da parte del Consiglio comunale nel 2024 ha costretto a ridisegnare il piano. Ora la strada è tracciata in modo definitivo: la gara europea per individuare i progettisti partirà entro la fine di quest'anno, dando ufficialmente inizio a una delle più importanti trasformazioni sanitarie del territorio gardesano.

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