Scontro istituzionaleGarda
Ospedale di Desenzano, scontro sull'incontro in Regione: ecco perché il Comitato ha deciso di non presentarsi
Il gruppo che si oppone al trasferimento dal Montecroce denuncia la disparità di trattamento negli inviti del Pirellone

Un incontro cruciale per il futuro della sanità gardesana, ma senza una delle voci più attive e critiche del territorio. Lunedì prossimo a Palazzo Lombardia si terrà la presentazione del progetto per il nuovo ospedale di Desenzano del Garda, un vertice attesissimo promosso dall'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. Eppure, il tavolo istituzionale vedrà una sedia vuota particolarmente pesante: quella del Comitato "Manteniamo l'Ospedale di Desenzano sul Montecroce".
Dietro a questa assenza non c'è una rinuncia dell'ultimo minuto, bensì una profonda spaccatura diplomatica. Il gruppo che da quasi due anni si oppone al trasferimento del presidio sanitario ha infatti deciso di non presentarsi a Milano, denunciando quella che definisce una palese disparità di trattamento e una vera e propria esclusione formale da parte degli uffici regionali.
La "guerra" delle email: la prova del Comitato
Per capire i motivi della rottura bisogna esaminare le diverse comunicazioni inviate dagli uffici di Palazzo Lombardia. Attraverso un post pubblicato sui propri canali social, i rappresentanti dei cittadini contrari allo spostamento dell'ospedale dal Montecroce hanno messo a confronto le diverse formule utilizzate dalla Regione per convocare l'evento di lunedì. I testi svelerebbero cortesie e formalismi ben differenti a seconda del destinatario.
Nelle convocazioni inviate alla stampa si legge infatti "Siete invitati...", mentre ai sindaci del territorio è stato recapitato un invito formale e cerimonioso: "L’assessore Bertolaso ha il piacere di invitarVi...". Al Comitato, contrariamente agli altri soggetti, è giunta una formula assai più fredda e burocratica: "La presente per informare che...".
Una differenza terminologica che per il gruppo non è affatto un dettaglio formale, ma la dimostrazione tangibile del mancato riconoscimento del loro ruolo di interlocutori. "Ricevuta solo una comunicazione informativa, non un invito. Per questo non parteciperemo", chiariscono i portavoce, spegnendo sul nascere le speranze di un confronto istituzionale sereno.
Un lavoro di due anni e ottomila firme
Il risentimento dei cittadini è alimentato dal lungo percorso di mobilitazione portato avanti sul territorio bresciano. Il Comitato sottolinea di aver analizzato in questi ventiquattro mesi migliaia di pagine di documenti tecnici, formulato proposte alternative basate su dati rigorosi, presentato osservazioni e richieste di accesso agli atti, oltre ad aver depositato diversi esposti.
A dare peso alle loro tesi c’è anche il sostegno di oltre 8.000 cittadini del Garda, che hanno firmato la petizione per mantenere l'ospedale nella sua sede storica sul colle del Montecroce. "Riteniamo che un confronto sul futuro dell’ospedale pubblico del nostro territorio debba coinvolgere anche chi ha contribuito ad alimentare il dibattito con dati, documenti e proposte, rappresentando migliaia di cittadini", scrivono dal Comitato. Lunedì l'incontro in Regione si farà comunque, ma lo strappo rischia di pesare sul futuro dibattito della sanità locale.





