Salta al contenuto

100 presenze in quotaBrescia città

Minacciata per una pastasciutta antifascista: 100 persone rispondono così a 1860 metri!

Tra i partecipanti alla mobilitazione solidale per il Rifugio Gino e Massimo anche Laura Forcella, ex insegnante dell'ANPI di Brescia

La Redazione

Illustrazione a corredo: Minacciata per una pastasciutta antifascista: 100 persone rispondono così a 1860 metri!
Illustrazione a corredo: Minacciata per una pastasciutta antifascista: 100 persone rispondono così a 1860 metri!

Qualcuno pensava che bastasse distruggere una jeep e inondare i social di minacce per fermare una pastasciutta. Si sbagliava.

Sabato 25 luglio, un centinaio di persone ha raggiunto i 1860 metri del Rifugio Gino e Massimo, sulle Alpi Orobie Valtellinesi sopra Ponte in Valtellina. Non una semplice escursione: una risposta corale alle intimidazioni che nelle ultime settimane avevano preso di mira Anna, la giovane gestrice, rea di aver organizzato per il 25 luglio una pastasciutta antifascista.

Il messaggio intimidatorio era stato tutt'altro che sottile. La jeep utilizzata per trasportare i rifornimenti al rifugio è stata gravemente danneggiata. Parallelamente, una pioggia di minacce ha invaso i canali social.

«È essenziale che si risponda a queste provocazioni con la presenza — ha dichiarato il papà di Anna durante l'iniziativa — c'è tanta solidarietà che dimostra che c'è tanta gente che non è più disposta a sopportare certi soprusi, grandi e piccoli».

Pubblicità

Trafilix Industries - Acciai trafilati di precisione

La solidarietà parla bresciano

Tra i cento presenti c'era anche Laura Forcella, ex insegnante dell'ANPI di Brescia e collaboratrice di Radio Onda d'Urto, che ha curato la raccolta delle testimonianze della giornata. La sua presenza ha saldato il legame tra la mobilitazione orobica e il capoluogo.

All'appello hanno risposto anche Giuseppe Vaghi, rappresentante dell'ANPI di Como e dell'Istituto di Storia Contemporanea "Pier Amato Perretta", e Daniela dell'ANPI di Dongo. Non solo volti noti dell'antifascismo organizzato: tra gli intervistati anche un escursionista arrivato dalla provincia di Bologna e diversi giovani, segno di una solidarietà trasversale.

Una breve battuta finale l'ha riservata proprio Anna, la gestrice, a suggello di una giornata in cui la montagna ha restituito una risposta più forte di qualsiasi minaccia.

Leggi anche

CAPITALE CULTURA
CAPITALE CULTURA