Paura a MontichiariBassa bresciana
Rogo a Montichiari: le fiamme minacciano una chiesa di 1.300 anni fa
Doppio intervento dei Vigili del fuoco in 24 ore: prima le rotoballe di fieno, poi le sterpaglie. L'allarme del Gruppo Archeologico

Non c'è pace per la collina di San Giorgio Alto. A Montichiari, in meno di dodici ore, i Vigili del fuoco sono corsi due volte nello stesso fazzoletto di terra: prima venerdì sera, poi sabato mattina. E ogni volta il cuore è andato a lei: la chiesa longobarda di San Giorgio, 1.300 anni di storia incastonati dentro un cascinale disabitato.
Cosa è successo
Il primo intervento è scattato nella tarda serata di venerdì. A bruciare, questa volta, erano rotoballe di fieno. Domate le fiamme, la notte sembrava aver portato tregua. Non è stato così.
Sabato mattina il fuoco si è riacceso tra le sterpaglie, avanzando pericolosamente verso i terreni circostanti. Ed è qui che la vicenda prende una piega che nessuno, a Montichiari, voleva vedere.
L'allarme
Paolo Chiarini, presidente del Gruppo Archeologico Monteclarense, sabato mattina è salito di persona per verificare che l'incendio della sera prima non avesse lambito l'antico edificio. Quello che ha trovato è stato peggio del previsto: fiamme ancora vive, fumo denso, e tutto a ridosso del cascinale che custodisce la chiesa. Sua la telefonata che ha riportato i Vigili del fuoco sul posto.
Un gioiello longobardo a un passo dalle fiamme
San Giorgio Alto non è una chiesa qualsiasi. Risale all'VIII secolo, epoca longobarda, ed è celebre per la sua cripta triabsidata — una rarità architettonica che racconta secoli di fede e storia. Inglobata nei secoli dentro un cascinale oggi disabitato, è un monumento fragile e prezioso.
Le fiamme, al momento, non hanno raggiunto la struttura. Ma la vicinanza dell'incendio ha fatto trattenere il fiato a tutta la comunità.
I Vigili del fuoco sono al lavoro per mettere in sicurezza l'area. La speranza, ora, è che il vento non giochi brutti scherzi.





