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Gesto vileBassa bresciana

42mila euro in fumo: rubano il pulmino dei disabili, poi lo abbandonano devastato

Il mezzo della cooperativa Sorgente era indispensabile per trasportare gli utenti del Centro Diurno. La presidente Turk: «Ogni giorno di fermo è un diritto negato»

La Redazione

Illustrazione a corredo: 42mila euro in fumo: rubano il pulmino dei disabili, poi lo abbandonano devastato
Illustrazione a corredo: 42mila euro in fumo: rubano il pulmino dei disabili, poi lo abbandonano devastato

Non è sparito nel nulla. È ricomparso, sì — ma in condizioni che hanno reso quel ritrovamento quasi più doloroso del furto stesso.

A Montichiari qualcuno ha preso di mira il pulmino del Centro Diurno per persone con disabilità: prima lo ha rubato, poi lo ha abbandonato gravemente danneggiato. Un colpo che non si misura solo in euro, anche se gli euro — 42mila, il costo d'acquisto nel 2022 — pesano. Il danno vero, però, è un altro.

Un mezzo che non era solo un mezzo

«Non si è trattato soltanto del furto di un mezzo — ha dichiarato Daniela Turk, presidente della cooperativa Sorgente — ma di un gesto che ha colpito uno strumento essenziale per la quotidianità delle persone seguite dal servizio».

Quel pulmino non serviva solo a spostare corpi da un punto A a un punto B. Rendeva possibile l'esercizio di diritti concreti: raggiungere luoghi, partecipare ad attività, vivere il territorio, rompere l'isolamento. Per molti utenti era l'unica condizione per prendere parte alla vita della comunità.

«Di fronte a quanto accaduto è naturale provare rabbia — ha proseguito Turk — non tanto per il valore materiale del mezzo, quanto perché a essere colpite sono opportunità costruite nel tempo, occasioni conquistate con fatica e una quotidianità che rischia di interrompersi improvvisamente».

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Il fermo del servizio e le conseguenze reali

Ogni giorno senza quel minibus significa disagi, tempi più lunghi, una riorganizzazione forzata delle attività. Significa persone che restano a casa. Significa diritti sospesi. «Le conseguenze più significative riguardano le persone», ha ribadito Turk — e nessun rimborso assicurativo potrà restituire le giornate perse.

L'indignazione ha travolto l'intera città. Il sindaco Marco Togni l'ha espressa pubblicamente, mentre la cooperativa — attiva da oltre quarant'anni tra Montichiari, la Bassa bresciana e il Garda — ha scelto di rendere pubblica la vicenda per un motivo preciso: «Quel mezzo non apparteneva soltanto al servizio, ma era un bene della cooperativa e dell'intera collettività».

Non è la prima volta

La cronaca recente racconta di un altro episodio che segue la stessa, amara traiettoria. Nell'inverno 2025 il Centro Marcolini — dove operano diversi collaboratori della Sorgente — era stato preso di mira con scritte vandaliche lasciate sui muri di una delle facciate.

Ancora una volta, nel mirino finiscono strutture e strumenti dedicati ai più fragili. E ogni volta il messaggio implicito è lo stesso: dove la comunità costruisce opportunità, qualcuno arriva per distruggerle.

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