Mondiali di schermaSport
Tre finali mondiali e una beffa all'ultimo secondo: ecco perché l'Italia della scherma mastica amaro a Hong Kong
Filippo Macchi, Giulia Rizzi e Davide Di Veroli sognano in grande ma si arrendono soltanto all'ultimo respiro nelle rispettive finali iridate

Un avvio mozzafiato, ricco di colpi di scena, rimonte al cardiopalma e quel pizzico di amarezza che non si riesce proprio a mandare giù. Alle pedane della Asia-World Arena di Hong Kong, l'Italia della scherma sta vivendo giornate intense, divise tra la gioia del podio e il rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato. Tre finali mondiali disputate in appena quarantott'ore, tre medaglie d'argento pesantissime portate a casa, ma un verdetto finale che si ripete in modo quasi beffardo, negando per pochissimo il gradino più alto del podio.
Il sogno che sfuma all'ultimo respiro
Il primo capitolo di questa avventura asiatica porta le firme di Filippo Macchi e Giulia Rizzi. Il fiorettista pisano di 24 anni, tesserato per le Fiamme Oro, ha compiuto un cammino fantastico eliminando atleti di altissimo livello: i coreani Kim e Im, il giapponese Saito e il russo Kirill Borodachev, quest'ultimo sconfitto in un quarto di finale drammatico conclusosi 15-14. Dopo aver dominato anche la semifinale contro il giapponese Kazuki Iimura (15-6), l'azzurro si è però spento sul più bello in finale, cedendo di schianto per 15-2 di fronte alla giornata perfetta del ceco Alexander Choupenitch.
Ancora più bruciante è stata la sconfitta di Giulia Rizzi nella spada femminile. A 37 anni, la friulana ha sfoggiato una scherma stellare, superando col brivido l'indiana Lohan (15-14) all'esordio, per poi battere la svizzera Favre e la cinese Yu. Nei quarti ha superato per 15-7 la compagna di squadra Alberta Santuccio in un derby tra campionesse olimpiche, conquistando di fatto la sua prima medaglia iridata individuale. Dopo aver liquidato la polacca Barbara Brych in semifinale, Rizzi ha visto sfumare l'oro contro la coreana Song Sera soltanto al minuto supplementare, arrendendosi per 9-8 alla priorità.
La rimonta impossibile e il verdetto del giorno dopo
La seconda giornata di finali non ha purtroppo interrotto questa striscia di argenti e rammarico. Protagonista assoluto è stato Davide Di Veroli nella spada maschile. Il 24enne romano delle Fiamme Oro, reduce da un infortunio a maggio che ne aveva pesantemente rallentato la preparazione fisica, ha regalato uno spettacolo indimenticabile. Nei quarti di finale contro il giapponese Matsumoto ha firmato una rimonta da manuale: sotto di quattro stoccate a soli ventuno secondi dalla sirena, ha agguantato il pareggio e piazzato il colpo decisivo per il 14-13 nel minuto supplementare.
In semifinale ha piegato un altro nipponico, Yamada (15-13), ma nel match per l'oro si è dovuto arrendere per una sola stoccata (12-11) allo svizzero Lucas Malcotti, vincitore di un duello caratterizzato da un'altissima tensione fisica e nervosa.
In attesa del riscatto e... del tifone
Con tre medaglie d'argento in cascina, l'Italscherma si riscopre competitiva ma affamata. Tra le altre prestazioni di rilievo spiccano il sesto posto del campione del mondo uscente del fioretto Tommaso Marini, sconfitto solo nei quarti da Iimura, il decimo posto di Simone Mencarelli nella spada e l'undicesimo di Michela Battiston, migliore italiana nella sciabola femminile.
Mentre l'organizzazione e la metropoli mantengono gli occhi puntati sul meteo per l'imminente arrivo del tifone Noul, la spedizione azzurra si prepara alle prossime sfide individuali di fioretto femminile e sciabola maschile. Campionesse come Arianna Errigo, Martina Batini e Martina Favaretto scenderanno in pedana con un unico grande obiettivo: rompere la maledizione del secondo posto e regalare all'Italia il primo acuto d'oro del Mondiale.





