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Dietro le quinte nabbeSport

Nazionale, sfuma il sogno del bresciano Andrea Pirlo: qual è il retroscena commerciale dietro il no di Malagò?

L'ex campione originario di Flero esprime la sua profonda amarezza per una polemica legata a uno sponsor.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Nazionale, sfuma il sogno del bresciano Andrea Pirlo: qual è il retroscena commerciale dietro il no di Malagò?
Illustrazione a corredo: Nazionale, sfuma il sogno del bresciano Andrea Pirlo: qual è il retroscena commerciale dietro il no di Malagò?

C'era grande attesa per il clamoroso ritorno in azzurro del bresciano Andrea Pirlo, stavolta nel ruolo di commissario tecnico. Ma proprio quando l'accordo sembrava vicino, la trattativa si è bruscamente interrotta. Una svolta improvvisa che non è legata a questioni calcistiche o tattiche, bensì a un caso extra-sportivo che ha spaccato i massimi vertici federali e che promette di lasciare strascichi importanti.

Il retroscena che ha bloccato la trattativa

A far tramontare la candidatura del fuoriclasse nato a Flero nel 1979 è stata una delicata questione di opportunità politica e commerciale. Al centro della discussione c'è infatti una recente collaborazione commerciale che ha legato Pirlo a una società di scommesse russa. Il presidente Giovanni Malagò, dopo aver attentamente esaminato il dossier con i suoi più stretti collaboratori, ha ritenuto non praticabile l'ingaggio dell'ex regista per non esporre la Nazionale a polemiche in un momento storico così sensibile.

Un duro colpo per il calcio bresciano, che sperava di vedere uno dei suoi figli più illustri — cresciuto nelle giovanili delle Rondinelle e debuttante in Serie A nel 1995 — alla guida della selezione azzurra a vent'anni dal memorabile trionfo del Mondiale 2006.

Lo sfogo del campione: "Solo accordi commerciali"

La reazione del tecnico non si è fatta attendere. Dal ritiro in Austria, Pirlo ha affidato ai social network uno sfogo intriso di delusione. "Ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome per il ruolo di ct", ha scritto, spiegando di aver mantenuto il silenzio fino a quel momento solo per rispetto delle istituzioni.

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L'ex allenatore della Juventus ha tenuto a precisare di aver sempre rispettato le regole dei Paesi in cui ha operato, chiarendo che l'accordo contestato aveva natura puramente sportiva e che attribuirgli significati geopolitici o morali rappresenta una strumentalizzazione inaccettabile.

Caos nei vertici e i possibili sostituti

Il no a Pirlo ha creato una profonda spaccatura interna. Paolo Maldini e Leonardo, scelti per gestire la rifondazione tecnica dell'azzurro, si troverebbero ora in forte contrasto con Malagò per il mancato rispetto della loro autonomia decisionale.

Con il Consiglio federale ormai alle porte, si cerca adesso una soluzione d'emergenza. In pole position per la panchina ci sarebbe Roberto Mancini, considerato la scelta più rapida, seguito da Antonio Conte. Le prossime ore saranno determinanti per capire chi guiderà il nuovo corso della Nazionale.

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