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Sirmione, la Tari sale nel 2026: ecco chi pagherà di più e come i soldi dei turisti salveranno i residenti

L'aumento complessivo dei costi dell'igiene urbana sarà dell'8,8% ma la tassa di soggiorno ridurrà l'impatto sulle famiglie residenti.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Sirmione, la Tari sale nel 2026: ecco chi pagherà di più e come i soldi dei turisti salveranno i residenti
Illustrazione a corredo: Sirmione, la Tari sale nel 2026: ecco chi pagherà di più e come i soldi dei turisti salveranno i residenti

C’è una tassa che da sempre agita i sonni delle famiglie italiane, ed è quella legata ai rifiuti. A Sirmione, le ultime notizie sul Piano Economico Finanziario 2026 parlano chiaro: i costi per la pulizia e la gestione dell'igiene urbana sono aumentati, e in maniera significativa. Le rigide regole nazionali stabilite dall'Arera imporrebbero di scaricare interamente questo nuovo peso economico sulle tasche dei contribuenti attraverso la Tari. Ma proprio mentre si profilava lo spettro di un pesante rincaro sulle bollette dei cittadini, l'Amministrazione comunale ha calato una carta strategica in grado di cambiare parzialmente le carte in tavola. Chi pagherà davvero questa differenza?

I numeri dei rincari e la mossa del Comune

Il nuovo Piano Economico Finanziario (Pef) del servizio di igiene urbana evidenzia un aumento complessivo dei costi pari all'8,8% rispetto all'anno precedente. Per evitare che la stangata colpisca in pieno i cittadini, la giunta guidata dalla sindaca Luisa Lavelli ha deciso di non trasferire l'intero rincaro sulle utenze. L'amministrazione utilizzerà infatti una quota dell’imposta di soggiorno – alimentata dai milioni di turisti che scelgono la penisola del Garda – per coprire parte delle spese necessarie a mantenere pulito il territorio.

Grazie a questa compensazione, l'aumento medio complessivo sulle tariffe viene abbattuto al 6,8%. Ma la vera protezione riguarda chi a Sirmione ci vive stabilmente:

  • Utenze domestiche residenti: l’aumento sarà limitato al 4%.
  • Utenze non domestiche e domestiche non residenti (come le seconde case e le attività economiche): dovranno farsi carico di un incremento del 7,5%.

In questo modo, una parte consistente dei rincari viene di fatto reindirizzata su chi usufruisce temporaneamente della città, preservando i nuclei familiari residenti.

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Perché i costi di gestione sono lievitati?

La crescita dei costi di gestione è strettamente legata alla natura turistica di Sirmione. I dati raccolti dall'ente evidenziano che il periodo di massima pressione sul servizio di igiene urbana coincide esattamente con la stagione estiva. Tra maggio e settembre, con punte massime nei mesi di giugno, luglio e agosto, la macchina comunale deve lavorare a pieno regime.

In questi mesi estivi si registra un'impennata nella produzione di rifiuti, che richiede lo svuotamento continuo dei cestini, interventi straordinari di pulizia nel centro storico, sulle spiagge e sul lungolago, oltre a massicce operazioni di spazzamento e contrasto agli abbandoni illeciti di spazzatura.

Per rispondere a queste criticità, il piano 2026 prevede investimenti e potenziamenti sostanziali:

  • Il potenziamento e il rafforzamento del Centro di Raccolta comunale.
  • Nuovi servizi ad hoc per preservare il fragile ecosistema urbano del centro storico.
  • L'installazione di nuovi cestini intelligenti ed efficienti.
  • L'introduzione di strumenti tecnologici digitali, con portali dedicati alla prenotazione del ritiro dei rifiuti ingombranti e alla gestione delle imprese locali.
  • Nuove tutele per la sicurezza degli operatori ecologici e lo sviluppo di un'Isola del Riuso per stimolare l'economia circolare.

Il commento della sindaca Luisa Lavelli

«Abbiamo affrontato questo Piano Economico Finanziario con senso di responsabilità, cercando un equilibrio tra il rispetto della regolazione di Arera, la tutela dei cittadini e la qualità dei servizi», spiega la prima cittadina di Sirmione. «Destinare una quota dell’imposta di soggiorno al servizio di igiene urbana significa far sì che una parte delle risorse generate dal turismo contribuisca a sostenere proprio quei servizi che, nei periodi di maggiore affluenza, sono maggiormente sollecitati. In questo modo evitiamo che i costi ricadano interamente sui residenti e continuiamo a investire nella cura degli spazi pubblici».

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