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Squalificato per vent'anni l'ex campione del Giro d'Italia: il retroscena sui ragazzini che allenava

Una stangata senza precedenti per Danilo Napolitano, ex ciclista professionista a lungo residente nel Bresciano.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Squalificato per vent'anni l'ex campione del Giro d'Italia: il retroscena sui ragazzini che allenava
Illustrazione a corredo: Squalificato per vent'anni l'ex campione del Giro d'Italia: il retroscena sui ragazzini che allenava

Una decisione che scuote dalle fondamenta il mondo del ciclismo giovanile e che tocca da vicino anche il nostro territorio. Un volto notissimo delle due ruote, con una gloriosa carriera da velocista alle spalle e un legame profondo con il Bresciano, è finito al centro di un provvedimento disciplinare di proporzioni storiche. Le accuse sono pesantissime e riguardano proprio il suo ruolo di guida per i giovanissimi atleti che gli erano stati affidati.

La stangata della giustizia sportiva

L'ex professionista Danilo Napolitano è stato squalificato per ben vent'anni. Il provvedimento, che di fatto segna una pietra tombale sulla sua carriera di tecnico, scatta a seguito della contestazione degli articoli 2.6 e 2.8 del Codice WADA (l'agenzia mondiale antidoping). Le violazioni contestate riguardano il possesso, la somministrazione o il tentativo di somministrazione di sostanze proibite.

I fatti che hanno portato a questo stop record risalirebbero alla scorsa primavera. Napolitano ricopriva il ruolo di direttore sportivo della Salus Seregno De Rosa, una storica formazione della categoria Juniores che accoglie ragazzi tra i 17 e i 18 anni. La stessa indagine ha travolto anche la dirigenza della società: il presidente del sodalizio, Marco Moretto, è stato colpito da un'inibizione di otto anni.

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Un legame profondo con Brescia

La notizia ha destato enorme scalpore anche all'ombra della Leonessa, dove il nome di Napolitano evoca ricordi legati al ciclismo che conta. Originario di Vittoria, in provincia di Ragusa, Napolitano è bresciano d'adozione: arrivò sul nostro territorio all'inizio degli anni Duemila, ancora dilettante, per seguire il fratello Massimiliano (all'epoca professionista nella celebre Mercatone Uno di Marco Pantani). Da allora ha vissuto per diversi anni sulle sponde del Sebino, stabilendo legami solidi con il ciclismo locale.

La sua è stata una carriera di primo piano. Passato professionista nel 2004 con la LPR-Piacenza, Napolitano si mise subito in luce nel 2005 conquistando importanti corse nel Nord Italia, tra cui una tappa al Brixia Tour. Successivamente, con la maglia della Lampre-Fondital, arricchì il suo palmarès con altre vittorie nella corsa bresciana e l'apice assoluto raggiunto al Giro d’Italia 2007, quando trionfò nella nona tappa a Lido di Camaiore.

Tra il 2009 e il 2010 corse inoltre con il Team Katusha, la corazzata russa che aveva stabilito la propria base logistica proprio a Lonato, nel Bresciano. Dopo altre esperienze e successi in Italia e all'estero, Napolitano aveva annunciato il ritiro dall'attività agonistica il 15 novembre 2017, decidendo di mettere la sua esperienza al servizio dei giovani ciclisti lombardi. Una missione che oggi si interrompe nel modo più drammatico, a seguito di un verdetto durissimo della giustizia sportiva.

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