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Staffetta delle stragi: cosa spinge Brescia a raccogliere il testimone della memoria ogni anno?

Da Milano a piazza Loggia in bici e di corsa: il pellegrinaggio che tiene viva la ferita del 1974

La Redazione

Illustrazione a corredo: Staffetta delle stragi: cosa spinge Brescia a raccogliere il testimone della memoria ogni anno?
Illustrazione a corredo: Staffetta delle stragi: cosa spinge Brescia a raccogliere il testimone della memoria ogni anno?

Non è una semplice corsa. E chi c'era ieri pomeriggio in piazza Loggia lo sa bene.

La «Staffetta delle stragi — Momenti di memoria» è tornata a Brescia per l'ennesimo anno consecutivo, portando con sé lo stesso carico di domande irrisolte che dal 1974 accompagnano la città. Partita in mattinata da Milano, la staffetta ha passato il testimone a Roncadelle, dove alle 16.45 si è formato il drappello che avrebbe completato l'ultimo tratto verso il luogo simbolo della strage fascista.

Il pellegrinaggio su due ruote e di corsa

Ciclisti e podisti — guidati dalle sigle sportive Uisp, Aics, Csi, Corrixbrescia, Paciclica, Fiab, Us-Acli, Acli e Per...corri la pace — hanno percorso le strade della provincia insieme a sindacati, Anpi, Aned, Anei e Casa della memoria. Un corteo atipico, fatto di respiri affannati e ruote che girano, ma con una meta fin troppo seria.

L'arrivo sotto i portici

In piazza Loggia ad attendere il gruppo c'erano la banda, i cittadini e le autorità: l'assessore comunale Marco Fenaroli, la consigliera provinciale Vanessa Zani e Maria Rosa Loda di Cisl. Insieme hanno raggiunto la stele che ricorda le vittime dell'attentato del 28 maggio 1974.

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Fenaroli ha scelto parole nette: «Milano, Brescia, Bologna, sono città colpite dalla violenza neofascista che, collusa anche con uomini di alcuni apparati istituzionali, si prefiggeva mettere in discussione il nostro sistema democratico».

La memoria che non tramonta

A chiudere la giornata è stato Lucio Pedroni, presidente dell'Anpi provinciale, che ha tracciato un confine ancora attuale: «Questa iniziativa dice che esistono la politica buona e la politica cattiva. La politica cattiva è quella che ancora oggi sta facendo tanto male, è quella delle stragi. Noi invece oggi lavoriamo per la politica buona, quella che ha fatto la resistenza e la lotta di liberazione, che ci ha dato un referendum, che ci ha permesso di costruire una repubblica».

Tra i presenti, volti noti di un impegno che dura da decenni: Manlio Milani di Casa della memoria e Romano Meazzi, storico attivista bresciano e organizzatore instancabile della Staffetta, accompagnato come sempre dalla moglie Grazia.

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