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Trasporti, tariffe e tempiBrescia città

Quanto pagherai bus e metro a Brescia? L'aumento non è deciso, ma la scadenza è vicina

L'Agenzia del Tpl esaminerà la proposta tecnica entro fine mese: Comune e Provincia decisivi. Tariffe ferme dal 2023

La Redazione

Illustrazione a corredo: Quanto pagherai bus e metro a Brescia? L'aumento non è deciso, ma la scadenza è vicina
Illustrazione a corredo: Quanto pagherai bus e metro a Brescia? L'aumento non è deciso, ma la scadenza è vicina

Il biglietto di metro e bus sta per aumentare? La risposta, sorprendentemente, è: non è ancora deciso. E la decisione arriverà nel giro di poche settimane.

A differenza di quanto già disposto per i treni regionali, per metropolitana, autobus urbani ed extraurbani l'aumento delle tariffe non scatterà automaticamente. La palla passa all'Agenzia del trasporto pubblico locale di Brescia, che dovrà valutare ogni singolo contratto e sottoporre la proposta tecnica al confronto con gli enti soci.

Il meccanismo che tiene tutto in bilico

«In questo momento non sono in grado di anticipare nulla», frena Giancarlo Gentilini, presidente dell'Agenzia Tpl. Il Consiglio di amministrazione esaminerà la proposta indicativamente entro la fine del mese. Poi toccherà all'assemblea esprimere il proprio parere.

A pesare saranno soprattutto Comune e Provincia di Brescia, soci di maggioranza. L'orientamento finale dovrà tenere insieme i conti del servizio, gli obiettivi di qualità raggiunti dalle aziende e la volontà politica degli enti locali.

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Quel 1,857% che spaventa (ma non è scolpito nella pietra)

Il valore indicato dalla delibera regionale — 1,857% — non rappresenta necessariamente il ritocco finale. Il calcolo andrà applicato ai singoli affidamenti e potrà variare in base ai risultati ottenuti dalle diverse aziende su qualità, sicurezza e quantità del servizio. Inciderà anche il recupero degli adeguamenti non riconosciuti negli anni precedenti.

Un elemento chiave: le tariffe bresciane sono ferme dal 2023. L'ultimo aumento risale a due anni fa, una scelta che ha protetto le famiglie ma non ha cancellato i maggiori costi sostenuti dalle aziende. Gli adeguamenti non applicati non vengono rimborsati automaticamente dalla Regione: per bloccare i rincari servono risorse messe a disposizione proprio dagli enti soci.

La partita aperta

«C'è grande attenzione da parte dei soci per evitare ricadute sulla cittadinanza», rassicura Gentilini. Il nodo vero è capire se Comune e Provincia riusciranno a trovare le risorse necessarie per limitare o scongiurare il rincaro, senza dover tagliare corse e servizi.

La decisione è vicina. E può ancora andare in più direzioni.

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