Nuovi ingressi al GrandeBrescia città
Teatro Grande, chi sono i tre nuovi volti del Cda: c'è anche un ex rettore
La sindaca Castelletti rinnova la governance della Fondazione: 5 conferme e 3 ingressi eccellenti

Un ex rettore, un'ingegnera strutturista e un direttore d'orchestra diplomato al Conservatorio Marenzio. Sono loro i tre nuovi ingressi nel Consiglio di amministrazione della Fondazione del Teatro Grande di Brescia, decisi dalla sindaca Laura Castelletti.
Il rinnovo del Cda mescola continuità e competenze trasversali: restano in carica Barbara Barbisoni, Luca Borsoni Previdi, Carlo Braga, Elena Peperoni e Francesco Tolotti, a cui si aggiungono i volti nuovi.
Chi sono i nuovi membri
Simonetta Conter, nata a Brescia nel 1958, laureata in Ingegneria civile edile strutturista all'Università di Padova nel 1982, è iscritta all'Ordine degli Ingegneri.
Sergio Pecorelli, classe 1944, è un nome che non ha bisogno di presentazioni in città: medico specializzato in ginecologia, già professore all'Università degli Studi di Brescia, ha ricoperto incarichi accademici di primissimo piano, tra cui quello di rettore dell'ateneo bresciano, oltre a ruoli di spicco nella ricerca internazionale.
Sandro Torriani, il più giovane del terzetto, è nato a Brescia nel 1973. Diplomato in sassofono al Conservatorio Marenzio, direttore d'orchestra nei settori classica, jazz e pop, ha una lunga esperienza nel teatro musicale. È docente di Storia della musica e del teatro musicale all'Accademia SantaGiulia e direttore di produzione del Festival pianistico internazionale.
Il nuovo Cda
L'organismo rinnovato mette insieme profili che spaziano dall'ingegneria alla medicina, dalla cultura allo spettacolo, con l'obiettivo di accompagnare le attività del Teatro Grande nei prossimi anni. Un mosaico di competenze che la sindaca Castelletti ha voluto comporre guardando sia alla solidità dei membri uscenti sia all'apporto fresco dei nuovi ingressi.
Leggi anche

120 cabine elettriche a Brescia nascondono un segreto anti-smog: ecco dove sono le 10 nuove


Per una settimana Brescia non ha mai respirato: il dato che nessuno si aspettava


