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Restrizioni idriche gardesaneGarda

Tignale vieta piscine, auto e giardini: l’acqua potabile ora è solo per gli usi essenziali

L’ordinanza del sindaco Daniele Bonassi è in vigore con effetto immediato e resterà attiva fino a nuove disposizioni.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Tignale vieta piscine, auto e giardini: l’acqua potabile ora è solo per gli usi essenziali
Illustrazione a corredo: Tignale vieta piscine, auto e giardini: l’acqua potabile ora è solo per gli usi essenziali

A Tignale l’acqua della rete acquedottistica può essere utilizzata soltanto per gli usi essenziali. Il sindaco Daniele Bonassi ha firmato l’ordinanza n. 46, in vigore con effetto immediato e valida fino a nuove disposizioni, per affrontare la criticità registrata nell’approvvigionamento idrico.

Il provvedimento arriva dopo un primo avviso del Comune, datato 2 agosto 2026, con cui residenti e turisti erano stati invitati a limitare i consumi alle necessità domestiche e igienico-sanitarie. L’amministrazione ha poi definito con maggiore precisione gli utilizzi vietati, trasformando l’appello in una misura vincolante.

Che cosa è vietato

L’acqua potabile non può essere impiegata per irrigare o annaffiare giardini, orti e prati. Sono vietati anche il lavaggio di cortili e piazzali, quello delle automobili private e il riempimento di fontane ornamentali, vasche da giardino e piscine private, comprese quelle dotate di impianto di ricircolo.

Il divieto riguarda più in generale ogni utilizzo diverso da quelli alimentari, domestici e igienici. L’obiettivo indicato dal Comune è consentire ai serbatoi di riempirsi correttamente, soprattutto nelle ore notturne, e favorire il riequilibrio del sistema di distribuzione così da mantenere regolare l’erogazione nell’arco delle 24 ore.

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Temperature elevate e assenza di piogge

La situazione è legata al perdurare delle alte temperature e all’assenza di precipitazioni, condizioni che hanno aumentato la pressione sulle riserve e sulla rete comunale. Nell’avviso, l’amministrazione definisce l’ordinanza una «misura estrema», da mantenere soltanto per il tempo strettamente necessario a superare la fase di emergenza.

Il Comune chiede il rispetto delle disposizioni sia ai cittadini sia ai visitatori. Se il contenimento dei consumi non sarà sufficiente o la crisi dovesse aggravarsi, l’amministrazione avverte che potrebbe essere introdotto un contingentamento dell’erogazione dell’acqua potabile, con chiusure in determinate fasce orarie.

Quello di Tignale è indicato come il primo provvedimento di questo tipo adottato quest’estate da un Comune della riviera bresciana del Garda. Sulla sponda veronese, invece, ordinanze analoghe erano già state adottate da diversi Comuni nelle settimane precedenti.

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