Truffa a ManerbioGarda
"Hanno clonato la targa di tua figlia": come hanno incastrato un'ottantenne a Desenzano con una sola chiamata
Un'anziana di 80 anni consegna oro e contanti a finti carabinieri, ma la fuga dei truffatori finisce in un inseguimento.

Una telefonata improvvisa, una voce rassicurante all’altro capo del filo e una frase studiata appositamente per far scattare il panico in un istante: «La targa dell’auto di sua figlia è stata clonata». È iniziato così il pomeriggio di un’ignara signora di 80 anni residente a Desenzano del Garda, finita nella rete di un piano criminale spietato. Ma il raggiro, apparentemente perfetto, nascondeva un colpo di scena finale che i malviventi non potevano assolutamente immaginare.
La trappola del finto militare
Tutto si è consumato nel pomeriggio di giovedì 23 luglio 2026. Al telefono, un uomo presentatosi come un carabiniere è riuscito rapidamente a conquistare la fiducia dell'anziana. Con tono serio e istituzionale, le ha raccontato una storia allarmante: dei banditi avevano clonato la targa dell'auto di sua figlia per compiere una violenta rapina a Brescia, fuggendo con un ricco bottino in oro.
Per rendere la messinscena ancora più credibile, il finto militare ha spiegato all'ottantenne che due periti dell'Arma sarebbero passati da casa sua di lì a poco. Il loro compito? Analizzare l'oro e il denaro in possesso della donna per verificare se facessero parte della refurtiva sottratta durante il colpo a Brescia. Spaventata e preoccupata per la sorte della figlia, la donna ha raccolto tutti i suoi gioielli, i ricordi di una vita e il denaro contante in un sacchetto, consegnandolo fiduciosa ai due sedicenti esperti non appena si sono presentati alla sua porta.
Un inseguimento ad alta tensione
Ottenuto il prezioso bottino, i due complici si sono dileguati a tutta velocità a bordo di un'auto, convinti di aver portato a termine il colpo perfetto. Ma non sapevano che i carabinieri, quelli veri, erano già sulle loro tracce.
I militari dell'aliquota operativa della Compagnia di Desenzano stavano infatti monitorando con estrema attenzione un'auto a noleggio sospetta, già segnalata nei giorni precedenti. Non appena la pattuglia ha notato la vettura uscire rapidamente dal quartiere residenziale a ridosso dell'abitazione della vittima, ha intuito immediatamente che era appena stato consumato un reato.
È scattato così un inseguimento concitato per le vie del centro. Nonostante il disperato tentativo di fuga dei fuggitivi e la violenta resistenza opposta una volta messi all'angolo, i militari dell'Arma sono riusciti a bloccare e immobilizzare i due malviventi.
La restituzione del bottino e gli arresti
Nel corso della perquisizione del veicolo, i militari hanno rinvenuto l'intero sacchetto contenente i gioielli e il denaro contante sottratti appena pochi minuti prima all'anziana signora. I due malviventi, identificati come due giovani venticinquenni di origini pugliesi, sono stati arrestati in flagranza di reato con le accuse di truffa aggravata in concorso e resistenza a pubblico ufficiale.
Per i due ragazzi si sono aperte le porte della caserma in attesa del rito per direttissima, fissato presso l'Autorità Giudiziaria di Brescia per la mattinata di venerdì 24 luglio 2026. L'ottantenne, dopo l'enorme spavento iniziale e l'amarezza per essere stata raggirata, ha potuto tirare un profondo sospiro di sollievo: tutti i suoi preziosi ricordi di famiglia le sono stati interamente restituiti.





