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Entrate da energiaEconomia

57 milioni in arrivo: il tesorone idroelettrico che sta per piovere sui Comuni bresciani

Arretrati e risorse 2026 sbloccati dopo anni di contenziosi: chi incassa di più

La Redazione

Illustrazione a corredo: 57 milioni in arrivo: il tesorone idroelettrico che sta per piovere sui Comuni bresciani
Illustrazione a corredo: 57 milioni in arrivo: il tesorone idroelettrico che sta per piovere sui Comuni bresciani

Un tesorone da 57 milioni di euro sta per finire nelle casse dei Comuni bresciani. Dopo anni di contenziosi bloccati, la Regione Lombardia ha sbloccato i fondi derivanti dai canoni delle grandi derivazioni idroelettriche e dall’energiu gratuita destinata a case di riposo e centri diurni. La delibera, che sarà approvata lunedì prossimo dalla Giunta regionale, mette fine a una lunga battaglia legale e restituisce ai territori montani ciò che gli spetta: quasi 36 milioni solo per i canoni arretrati (2021-2026), cui si aggiungono 20,5 milioni per l’energia gratuita, tra arretrati e quota 2026.

La pietra miliare di questo risultato sono le recenti sentenze della Cassazione, che hanno dato ragione alla Regione Lombardia, liberando oltre 200 milioni di euro in tutta la Lombardia, di cui 56,8 solo per il Bresciano. I numeri parlano chiaro: tra i Comuni più avvantaggiati ci sono Bagolino, Edolo, Cedegolo, Cevo, Gargnano, Saviore e Sonico, ciascuno con circa 568.000 euro di arretrati solo per l’energia gratuita. Per il 2026, invece, Bagolino ed Edolo svettano con 204.000 euro ciascuno, seguiti da Gargnano (185.000 euro) e gli altri Comuni montani, tutti sopra i 150.000 euro.

Ma non è finita qui. Dal 2027, grazie all’assestamento di bilancio regionale, i territori bresciani che ospitano centrali idroelettriche incasseranno il 100% dei canoni, sia fissi che variabili (al netto dei costi di gestione, stimati in 10 milioni per la Regione). Una rivoluzione rispetto al passato, quando la quota era fermo all’80%, a differenza della Valtellina, che ha sempre goduto del 100%. Una battaglia portata avanti per anni dalla Comunità montana camuna e dal suo presidente, Corrado Tomasi, finalmente vinta.

L’assessore regionale Massimo Sertori ha incontrato i sindaci dei territori interessati per illustrare la delibera, che monetizza l’energia gratuita per Rsa e centri diurni (novità 2026) e sblocca gli arretrati dopo le sentenze favorevoli. Un colpo di spugna su anni di attesa, che trasforma una lotta decennale in un successo concreto per le valli bresciane.

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