Mercato immobiliare in crescitaEconomia
Affitti a Brescia +49% in 5 anni: chi può ancora permetterseli?
I dati del Rapporto SILMI di Ance Lombardia svelano una crisi sociale che rischia di espellere i lavoratori dalla città

A Brescia, il costo degli affitti è raddoppiato in meno di cinque anni. Secondo i dati presentati dal Rapporto SILMI di Ance Lombardia, la provincia registra un aumento del 49,4% nei canoni di locazione dal 2019 a oggi, posizionandosi tra le più colpite in Lombardia. Solo Como (+53,8%), Monza e Brianza (+50,9%) e Varese (+48,9%) fanno peggio. Parallelamente, i prezzi delle Case in vendita sono saliti fino al 39,5%.
Ma dietro i numeri del boom immobiliare — 45,7 miliardi di euro di mercato regionale nel 2025, con una crescita del 10,3% e oltre 162mila compravendite — si nasconde una crisi sociale. «Il mercato cresce, ma chi produce questa ricchezza viene espulso dalle città perché non può più permettersi né un affitto né un mutuo», denuncia Riccardo Cutaia, segretario generale della Feneal Uil Lombardia. Una contraddizione che, secondo il sindacato, rischia di svuotare Brescia dei suoi stessi lavoratori, soprattutto nel settore edilizio.
Il peso sui giovani e gli immigrati
La situazione è particolarmente grave per giovani e immigrati, come spiega Tiziana Fortunali della Cisl: «Trovare una casa in affitto è diventato sempre più difficile. Gli affitti sono aumentati, mentre gli stipendi sono rimasti fermi e l'offerta di appartamenti si è ridotta». A peggiorare le cose, le lunghe liste d’attesa per gli alloggi pubblici, insufficienti rispetto alla domanda. Erald Ngjela del Sicet aggiunge che la svolta è arrivata con la diffusione degli affitti turistici e transitori: molti proprietari hanno interrotto i contratti di lunga durata per puntare su rendimenti più alti.
Le proposte dei sindacati
I sindacati non restano a guardare. Feneal Uil Lombardia propone di redistribuire le risorse esistenti nei fondi degli enti bilaterali per sostenere canoni, mutui prima casa e mobilità casa-lavoro, senza aumento di costi per il sistema. Sunia Cgil, invece, punta sugli alloggi sfitti: secondo Simone Cardin, nel solo Comune di Brescia ce ne sarebbero 13mila, un patrimonio che, se immesso sul mercato, potrebbe alleggerire la pressione sugli affitti. L’idea è incentivare chi mette sul mercato gli appartamenti vuoti e penalizzare chi li lascia inutilizzati.
La sfida è chiara: senza stipendi dignitosi e tarati sui costi reali, il comparto immobiliare rischia di perdere attrattività. E la contrattazione provinciale dei prossimi mesi sarà decisiva.




