Mercato immobiliareEconomia
A Brescia le stanze per studenti costano 478 euro ma in un anno calano del 7,9%
Il mercato degli affitti universitari mostra segnali di raffreddamento dopo anni di aumenti.
Il mercato degli affitti universitari mostra i primi segnali di raffreddamento anche a Brescia. Secondo l’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights, il prezzo medio di una stanza singola in città è di 478 euro al mese, il 7,9% in meno rispetto a dodici mesi fa.
Il dato arriva dopo anni di crescita sostenuta dei canoni e colloca Brescia all’ottavo posto nella classifica delle città universitarie più costose tra quelle analizzate. La città precede altri centri, ma resta alle spalle di Milano, Firenze, Roma, Bologna, Bergamo, Padova e Torino.
Domanda meno intensa
La diminuzione dei prezzi si inserisce in una tendenza nazionale. In Italia, il costo medio delle stanze singole è calato del 6,2% nell’ultimo anno. Alla base del ridimensionamento ci sarebbe soprattutto un rallentamento della domanda, con meno contatti generati dagli annunci e una maggiore possibilità di scelta per gli studenti.
I contatti complessivi sugli annunci sono diminuiti di quasi il 22%, mentre quelli medi per singolo annuncio hanno registrato una flessione del 19,8%. Per Immobiliare.it Insights, i dati confermano «un progressivo riequilibrio del comparto dopo anni caratterizzati da una crescita sostenuta», sia sul fronte della domanda sia su quello dei prezzi.
L’andamento, però, non è uniforme. Milano resta la città più cara d’Italia, con un costo medio di 704 euro mensili per una stanza singola, nonostante il calo del 3,8% in un anno. Seguono Firenze, con 627 euro, e Roma, con 615 euro: nella Capitale, tuttavia, i prezzi sono aumentati del 7%.
Il confronto con Bergamo
Tra le città universitarie lombarde emerge una differenza netta tra Brescia e Bergamo. A Bergamo il canone medio è salito dell’8,3%, raggiungendo 504 euro al mese. Brescia ha invece seguito il trend opposto, con una riduzione dei prezzi.
A livello nazionale gli aumenti più marcati si registrano a Pescara, dove i canoni sono cresciuti del 28,6%, Trieste (+16,7%), Palermo (+13,6%), Bari (+12,2%), Genova (+11,9%), Pisa (+10,7%) e Pavia (+10,2%).
Sul fronte dell’offerta, il numero di stanze disponibili è diminuito mediamente del 15% in Italia. Alcune città fanno eccezione, tra cui Venezia, Firenze e Ferrara, dove gli annunci sono aumentati. Per chi cerca una sistemazione in vista del nuovo anno accademico, il quadro bresciano appare quindi più favorevole sui prezzi, ma inserito in un mercato ancora soggetto a differenze rilevanti tra le diverse città.




