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Artogne, il voto dei tre dissidenti evita il commissario ma la tregua resta fragile

Arrigoni, Cantoni e Peluchetti hanno approvato i provvedimenti finanziari, senza ricomporre la frattura con la sindaca Bonicelli.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Artogne, il voto dei tre dissidenti evita il commissario ma la tregua resta fragile
Illustrazione a corredo: Artogne, il voto dei tre dissidenti evita il commissario ma la tregua resta fragile

Il Comune di Artogne non va verso il commissariamento, almeno per ora. La seduta del Consiglio comunale ha segnato una tregua istituzionale: Roberto Arrigoni, Fabio Cantoni e Mario Peluchetti, da alcune settimane riuniti nel gruppo autonomo “Responsabilità e trasparenza”, hanno votato a favore dei provvedimenti all’ordine del giorno.

Il loro sì ha permesso di approvare le variazioni di bilancio, l’assestamento e la verifica degli equilibri finanziari. Si tratta di atti indispensabili per garantire la prosecuzione dell’attività amministrativa e per portare avanti i progetti già finanziati. È stata invece rinviata la decisione sul nuovo Statuto del Consiglio comunale, che sarà approfondito nelle prossime settimane.

Una tregua, non un accordo

Il voto dei tre consiglieri consente alla sindaca Barbara Bonicelli di proseguire il mandato, ma non cancella la frattura aperta nella maggioranza. In una nota diffusa al termine della seduta, Arrigoni, Cantoni e Peluchetti hanno chiarito che il sostegno alle delibere finanziarie non rappresenta un’intesa politica con l’amministrazione.

Secondo i tre esponenti, la sindaca non avrebbe più i numeri per governare in autonomia. La scelta di votare a favore, hanno spiegato, è stata dettata dalla volontà di garantire la continuità dell’ente e di evitare la paralisi amministrativa. La presa di distanza dai metodi della Giunta, però, resta netta: “No ai metodi del sindaco, ma sì al paese”, è la posizione ribadita dal gruppo.

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Bonicelli si è detta soddisfatta per l’approvazione degli atti, ma anche amareggiata per le tensioni politiche. La variazione di bilancio, ha sostenuto, permette di concretizzare i progetti previsti e rappresenta un sollievo per il territorio. La sindaca ha inoltre respinto l’accusa di essere divisiva, rivendicando trasparenza e condivisione nell’azione amministrativa.

Alla seduta hanno partecipato diversi cittadini, tra cui residenti, rappresentanti del consorzio e operatori di Montecampione. Tra i temi che torneranno all’attenzione del Consiglio c’è il Patto territoriale: dopo il nulla osta della Provincia, sarà necessario destinare le relative risorse.

Superato il passaggio finanziario, l’amministrazione può dunque andare avanti. Ma il voto dei tre dissidenti fotografa una maggioranza ancora divisa, con lo sguardo già rivolto alle elezioni comunali del 2027.

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