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Borno, riapre la strada per il lago di Lova ma non per tutti: il limite è di 35 quintali

Dal 4 agosto tornano a passare pedoni e biciclette; i veicoli hanno accesso solo in casi specifici e con limitazioni.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Borno, riapre la strada per il lago di Lova ma non per tutti: il limite è di 35 quintali
Illustrazione a corredo: Borno, riapre la strada per il lago di Lova ma non per tutti: il limite è di 35 quintali

La strada Vasp che da Borno conduce al lago di Lova è nuovamente transitabile dal 4 agosto, dopo la conclusione dei lavori urgenti di ripristino e contenimento della frana di Lovareno. La riapertura non coincide però con la conclusione dell’intervento complessivo: la messa in sicurezza definitiva del versante è ancora in fase di progettazione.

Il dissesto aveva provocato lo scivolamento a valle di una porzione del versante e aveva costretto il Comune a chiudere il percorso già nel 2024. La strada serve le malghe e le strutture presenti nell’area del lago, oltre a baite e appezzamenti.

Accesso regolato

Il percorso è aperto a pedoni e biciclette. Per i veicoli, invece, il transito è consentito esclusivamente ai possessori di malghe, rifugi, ristoranti, baite e appezzamenti. È inoltre prevista una limitazione di portata a 35 quintali.

I mezzi più pesanti e quelli dotati di permesso stagionale dovranno continuare a utilizzare il percorso alternativo, che passa dalla località Socol e arriva alla diga.

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L’intervento appena concluso rappresenta la prima delle due opere individuate per affrontare il dissesto. È stato finanziato con 600 mila euro messi a disposizione da Regione Lombardia attraverso fondi ministeriali destinati alla risoluzione dei dissesti idrogeologici. L’obiettivo era consentire il ripristino del transito in condizioni provvisorie.

La seconda fase riguarderà invece la stabilizzazione definitiva del versante, sulla base dei dati emersi dallo studio geologico. Per quest’opera sono previsti circa 2 milioni di euro. Complessivamente, per la frana di Lovareno, Regione Lombardia aveva annunciato uno stanziamento di 2 milioni e 900 mila euro.

La riapertura consente dunque di tornare a raggiungere l’area, ma con regole diverse a seconda del mezzo utilizzato e senza chiudere il capitolo dei lavori. Per i veicoli esclusi dalle autorizzazioni o oltre il limite di peso resta in vigore il tracciato alternativo verso la diga.

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