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Brescia 2026: laghi e montagna esauriti, la città piacerà più di quanto credi

I numeri che nessuno ti ha ancora detto sull’estate record in provincia

La Redazione

Illustrazione a corredo: Brescia 2026: laghi e montagna esauriti, la città piacerà più di quanto credi
Illustrazione a corredo: Brescia 2026: laghi e montagna esauriti, la città piacerà più di quanto credi

C’è un luogo in Italia dove l’estate 2026 sta per diventare un caso di studio: il Bresciano. Mentre il resto del Paese si prepara ad accogliere 36,2 milioni di vacanzieri (l’87,6% dei quali non varcherà i confini nazionali), qui laghi e montagna sono praticamente esauriti. E la sorpresa più grande è che anche la città di Brescia, con il suo mix di storia, cultura e sapori, sta attirando sempre più visitatori. A dirlo è l’indagine Tecnè per Federalberghi, che fotografa un’estate da record per la provincia.

Laghi al limite, montagna in vetta Alessandro Fantini, presidente di Federalberghi Brescia, non usa mezze parole: «Le principali località dei nostri laghi si stanno avvicinando al tutto esaurito, mentre la montagna rimane una scelta top per chi fugge dal caldo delle città». Ma non è finita qui. Perché se agosto resta il mese preferito (41,4% delle prenotazioni), giugno e luglio registrano una crescita significativa, con il 24,4% e il 28,8% delle preferenze. E la stagione si allunga: «Le prospettive sono positive anche per settembre e ottobre», spiega Fantini. Un trend che permette alle strutture ricettive di distribuire meglio le presenze, nonostante la difficoltà delle prenotazioni last minute, che continuano a dominare il settore.

Brescia città, la nuova frontiera Se laghi e montagna sono i protagonisti consolidati, Brescia città sta vivendo una rinascita turistica. Sono sempre di più i visitatori che la scelgono per il suo «patrimonio storico, culturale ed enogastronomico», come sottolinea Fantini. Una tendenza che rispecchia quanto accade in Italia, dove i viaggiatori premiano natura, passeggiate, escursioni e buon cibo come attività principali. E se c’è chi guarda oltreconfine (solo il 12,4% degli italiani), le mete restano Croazia, Grecia e Spagna, con il mare a fare la parte del leone.

Il rovescio della medaglia Non tutto è oro, però. Bernabò Bocca, presidente nazionale di Federalberghi, avverte: «Non possiamo dirci tutti felici e contenti, perché l’aumento del costo della vita rende il viaggio meno accessibile». Nonostante ciò, l’albergo resta la sistemazione preferita, seguito dai villaggi turistici e dalla casa di parenti o amici. Un segno che, anche in tempi diffcili, gli italiani continuano a scommettere sulla qualità.

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