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30.750 posti di lavoro a Brescia: perché la metà resta vuota?

Il report Excelsior svela il paradosso: le aziende cercano, ma i candidati non ci sono

Paolo Gritti

Illustrazione a corredo: 30.750 posti di lavoro a Brescia: perché la metà resta vuota?
Illustrazione a corredo: 30.750 posti di lavoro a Brescia: perché la metà resta vuota?

Brescia è un cantiere di opportunità: 30.750 posti di lavoro in palio tra giugno e agosto, secondo l’ultimo report Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro. Eppure, un’azienda su due (50,8%) teme di non riotuscire a trovarli, i lavoratori. Un paradosso che rischia di frenare la crescita economica della provincia, dove il 18% delle imprese è in cerca di personale, ma il mismatch tra domanda e offerta bleibt irrisolto.

A trainare la domanda sono i servizi, con 17.970 assunzioni previste nel trimestre estivo. In testa c’è il comparto turistico (alloggio e ristorazione) con 6.190 ingressi, seguito da servizi alle imprese (4.690) e commercio (3.940). Ma non manca l’industria: 11.490 assunzioni in tre mesi, con punte in metallurgia (1.220 a giugno) e costruzioni (3.740 nell’estate).

Le Pmi guidano la corsa: il 66% delle assunzioni arriva da aziende con meno di 50 dipendenti. E la richiesta di figure qualificate è in ascesa: 14% delle nuove entrate riguarda dirigenti, specialisti e tecnici, una quota sopra la media nazionale. Ma è proprio qui che il problema si aggrava: il 71,3% delle imprese fatica a trovare profili tecnici e progettuali. I diplomati in meccatronica? Irreperibili nel 66,2% dei casi. Quelli in elettronica? 68,1%. Le qualifiche nel settore benessere? 74%. E gli Its Academy? 74,8%.

Per tamponare l’emergenza, le aziende guardano sempre di più all’estero: il 32% delle opportunità di giugno è riservato a lavoratori stranieri. Ma c’è un altro dato che fa riflettere: solo il 23% dei contratti sarà stabile (19% a tempo indeterminato, 4% in apprendistato). Il resto? 77% a termine, con il 59% di contratti a tempo determinato e il 12% in somministrazione.

Unica nota positiva: il ricambio generazionale. Quasi un’opportunità su tre è per under 30, quota che sale oltre il 40% nelle professioni commerciali e di vendita.

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La Sentinella Bresciana

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