Impianti fotovoltaiciEconomia
Brescia produce più energia del data center di Travagliato: il segreto dei 70mila impianti
Il fotovoltaico copre già il 10% dei consumi, ma un solo progetto potrebbe azzerarne la produzione

Brescia è la capitale italiana del fotovoltaico, anche se Roma detiene il primato assoluto per numero di impianti. Nella provincia, a inizio luglio 2026, sono operativi quasi 70mila impianti solari, uno ogni sette edifici residenziali (su 517mila censiti dall’Istat). Con 1,1 Gigawatt installati, il territorio bresciano produce 1,3 TWh all’anno, cioè il 10% di tutti i consumi locali. Un dato che, da solo, basterebbe a coprire il fabbisogno del futuro data center di Travagliato, che richiederebbe 120 Mw di potenza e 1 TWh all’anno.
Ma c’è un problema: la crescita del fotovoltaico ha frenato bruscamente. Nel 2025, i nuovi impianti sono calati del 30% rispetto all’anno precedente, con appena 4.400 installazioni e 160 Mw aggiuntivi.
Dove si produce di più?
Il grosso dell’energia arriva dall’hinterland, dalla Bassa, dalla Franciacorta, dal Garda e dalla città. A Brescia, però, i vincoli della Soprintendenza rendono quasi impossibile installare pannelli nel centro storico, se non con soluzioni costose come i pannelli color coppo, quasi inesistenti. Nonostante questo, ci sono progetti ambiziosi: la copertura del deposito di Buffalora, l’impianto da 1 Mw di A2A sull’ex discarica di Buffalora, il progetto da 10 Mw sui campi Caffaro vicino a via Rose e — nonostante il no di Comune e Provincia per l’impatto paesaggistico — il probabile impianto da 11 Mw a Fornaci.
Il quadro energetico
Le rinnovabili in provincia di Brescia coprono il 45% dei 13 TWh consumati annualmente. Il fotovoltaico contribuisce con 1,3 TWh, l’idroelettrico con 3,2 TWh, il biogas e biometano con 0,7 TWh e il termoutilizzatore di A2A con 0,5 TWh (metà di quanto produce il solare). Il resto, più della metà, proviene ancora da fonti fossili importate.
Il futuro: tra ostacoli e opportunità
La recente sentenza della Cassazione e i vincoli di Regione Lombardia hanno frenato l’espansione dell’agrivoltaico, tutelando i campi agricoli. Un provvedimento accolto con soddisfazione dal presidente di Coldiretti, Ettore Prandini: «Non possiamo permettere che il fotovoltaico rubi terra alle produzioni alimentari».
Ma la fame di energia è destinata a crescere, soprattutto con l’arrivo di progetti come il data center di Travagliato. Per rispondere alla domanda, l’Europa ha stanziato 14 miliardi per la transizione energetica. L’obiettivo? Raddoppiare la potenza installata entro il 2030, portandola a 2 Gw, sfruttando tetti, aree intercluse e capannoni con incentivi mirati.




