La provincia leaderEconomia
Brescia batte l’Italia: 1 accordo su 7 è firmato qui, i numeri che stupiscono
Il Rapporto 2026 svela il primato della provincia nella contrattazione sociale

Brescia è la capitale italiana della contrattazione sociale. Non è un caso se, su 740 accordi firmati in tutto il Paese nel 2025, 108 portano la firma della provincia bresciana: quasi uno su sette. A svelarlo è il Rapporto 2026 dell’Osservatorio sociale della contrattazione territoriale, realizzato da Cisl, Fnp e Centro di ricerca WWell dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presentato in un convegno dedicato a partecipazione e sviluppo dei territori. Tra i relatori, anche Tiziana Fortunali, segretaria della Cisl Brescia.
I numeri non mentono: la contrattazione sociale in Italia ha coinvolto 1.615 Comuni, soprattutto realtà sotto i 5 mila abitanti. Ma il vero dato che salta all’occhio è la crescita degli accordi sovracomunali e delle forme di programmazione territoriale condivisa, considerate sempre più efficaci per affrontare problemi che valicano i confini amministrativi.
Welfare, sanità e ambiente: dove vanno i fondi
Il 67,3% degli accordi siglati nel 2025 riguarda il welfare sociale, seguito da fiscalità locale (9,6%), sanità (9,1%) e interventi di rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale. Ma chi ne beneficia? Principalmente le famiglie (25,4% degli accordi), ma anche minori, persone con disabilità, anziani e non autosufficienti.
Per la Cisl Brescia, la negoziazione sociale è ormai uno strumento consolidato per rispondere ai bisogni delle comunità, con un occhio di riguardo verso anziani, famiglie e persone fragili. Tra i temi caldi: accesso alla casa, servizi per l’infanzia, tutela della salute, contrasto alla solitudine e non autosufficienza.
Leggi anche


Sapete quanto costa il caldo alle imprese bresciane ogni anno?

Dal 1° settembre i mezzi pubblici costeranno di più: quanti soldi in più spenderete?


