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Merca del latteEconomia

40 stalle a rischio: Bresciangrana blocca tutto, cosa succede ora al latte della Bassa?

Il colosso caseario di Offlaga ferma produzione e ritiri: allevatori al collasso

La Redazione

Illustrazione a corredo: 40 stalle a rischio: Bresciangrana blocca tutto, cosa succede ora al latte della Bassa?
Illustrazione a corredo: 40 stalle a rischio: Bresciangrana blocca tutto, cosa succede ora al latte della Bassa?

Da lunedì 3 agosto 2026, la Bresciangrana Società Agricola spa di Offlaga (Brescia) ferma tutto: produzione bloccata, ritiro del latte sospeso, e 40 allevamenti della Bassa bresciana e bergamasca lasciati senza acquirente per 1.230 quintali di latte al giorno. La decisione, annunciata con una lettera ai conferenti, arriva in contemporanea al deposito di un ricorso "in bianco" al Tribunale di Brescia per accedere al concordato preventivo, una mossa che concede all’azienda 60 giorni (prorogabili) per presentare un piano di risanamento o una proposta di ristrutturazione del debito. Il commissario giudiziale nominato è Tobia Raffaele Lazzari.

La crisi di Bresciangrana, che nel 2024 ha registrato 146 milioni di fatturato e impiega circa 70 dipendenti, affonda le radici in un mix di fattori esterni e interni: volatilità del mercato lattiero-caseario, crollo dell’export, contrazione della domanda interna, rincari energetici e tassi d’interesse alle stelle. A questi si aggiungono problemi strutturali, come un indebitamento bancario insostenibile e un assetto manageriale giudicato inadeguato. Già nel 2025 l’azienda aveva tentato una composizione negoziata della crisi, senza successo, e aveva venduto parte delle quote produttive di Grana Padano per 39 milioni di euro, senza però risolvere gli squilibri finanziari.

La reazione degli allevatori: "Danno gravissimo"

Le associazioni di categoria non hanno tardato a reagire. Coldiretti Brescia, con il direttore Andrea Repossini, denuncia un comportamento "sconcertante" e lavora per ricollocare il latte rimasto senza destinazione, minacciando azioni legali per tutelare gli allevatori. Confagricoltura Brescia, guidata dal presidente Oscar Scalmana, chiede un tavolo di crisi urgente con la Regione Lombardia per coordinare una soluzione. Anche l’assessore regionale Alessandro Beduschi ha espresso solidarietà agli allevatori, promettendo chiarezza sulle responsabilità della situazione.

I possibili scenari: da partner strategico a fallimento

Nei prossimi 60 giorni, Bresciangrana dovrà presentare un piano industriale o una proposta di concordato. Le opzioni sul tavolo sono tre: trovare un partner strategico (forse tra i grandi gruppi cooperativi lombardi o emiliani) per rilevare l’impianto e salvare i posti di lavoro; affittare il ramo d’azienda per garantire la continuità produttiva; o, nel peggiore dei casi, liquidazione giudiziale con la vendita all’asta di magazzini e macchinari. Intanto, gli allevatori sono costretti a cercare acquirenti alternativi in poche ore, pena lo smaltimento del latte e perdite economiche devastanti.

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