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Tardiva soluzione di un casoHinterland

Buca record a Nuvolento: oltre un anno di cantieri fantasma e la lite che blocca tutto

La strada è dimezzata da mesi, i residenti hanno chiamato Striscia la notizia ma Comune e Consorzio Fiume Chiese non trovano un accordo su chi debba pagare.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Buca record a Nuvolento: oltre un anno di cantieri fantasma e la lite che blocca tutto
Illustrazione a corredo: Buca record a Nuvolento: oltre un anno di cantieri fantasma e la lite che blocca tutto

Immaginate di imboccare via Garibaldi a Nuvolento e trovarvi davanti un ostacolo che non se ne va. Non è un cantiere attivo, né tantomeno una strada in manutenzione ordinaria. È una buca. Una sola, gigantesca, che da oltre un anno occupa metà della carreggiata della Sp 116, proprio all’incrocio con via Trento. Transenne arrugginite e asfalto sbriciolato sono gli unici testimoni di un’attesa infinita che sta facendo perdere la pazienza agli abitanti della zona.

La situazione è degenerata al punto da spingere i residenti a cercare una visibilità nazionale: dopo il silenzio agli uffici competenti, diversi cittadini hanno infatti contattato la redazione di Striscia la notizia, sperando che i riflettori televisivi possano sbloccare quella che ormai appare come una disputa burocratica senza fine.

Ma qual è il vero motivo per cui nessuno ripara questo buco? La risposta risiede in un complicato braccio di ferro tra il Comune e il Consorzio Fiume Chiese. Tutto è iniziato con la rottura di una tubazione e il conseguente allagamento di un pozzetto per le acque bianche. I primi accertamenti hanno escluso le fognature comunali come origine della perdita, puntando il dito verso il vicino canale gestito dal Consorzio.

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Un’indagine congiunta ha poi rivelato cedimenti strutturali sotterranei nel tratto di competenza consorziale. Qui però si è aperto il contenzioso: il Consorzio Fiume Chiese ha comunicato che interverrà sulla propria parte solo dopo che il Comune avrà riparato la conduttura, per essere certi di quale sia la vera causa del dissesto. Una condizione che ha di fatto paralizzato l’intero processo.

Nel maggio 2026 si è tentato di sbloccare la situazione con un nuovo sopralluogo, affidato all’impresa Cbc di Bedizzole per valutare i danni e le modalità di ripristino. La Provincia ha concesso tempestivamente il nulla osta per evitare che lo scavo restasse aperto troppo a lungo, ma a distanza di mesi il cantiere non è mai partito.

Il motivo? Mancano ancora la quantificazione delle spese e l’individuazione delle risorse necessarie. Nel frattempo, il malcontento cresce non solo per il buco, ma per la gestione della viabilità: i residenti criticano l’ufficio tecnico unico per la lentezza e chiedono a gran voce l’istituzione di un senso unico temporaneo, che almeno limiterebbe i disagi alla circolazione in questa pericolosa strettoia.

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